Terzo anno consecutivo di crescita organica per Campari Group. Performance a doppia cifra su tutti gli indicatori di profittabilità, sostenuta dagli aumenti prezzo su tutto il portafoglio, che hanno più che compensato l’inflazione sui costi dei materiali, e i reinvestimenti nei brand e nel rafforzamento delle capacità commerciali
Il CdA di Davide Campari-Milano N.V. ha approvato la Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2023.
Risultati al 31 dicembre 2023-Sintesi
– Vendite nette pari a €2.918,6 milioni, con una variazione totale pari al +8,2%.
o Crescita organica del +10,5%, durante l’anno, grazie alla dinamica sostenuta dei brand, in particolare di aperitivi, tequila e premium bourbon, e sovraperformance rispetto al settore (+10,6% crescita organica nel quarto trimestre)
– Ebit-rettificato pari a €618,7 milioni, pari al 21,2% delle vendite nette, con una variazione totale del +8,6%.
o Crescita organica del +15,5% durante l’anno, con un’espansione organica della marginalità di +90 punti base, guidata dall’espansione del margine lordo (+30 punti base), dall’effetto accrescitivo di spese di pubblicità e promozione (+80 punti base), e dall’effetto diluitivo di costi di struttura (-20 punti base). Crescita organica del +45,5% nel quarto trimestre, con una espansione del margine di +350 punti base, in parte a dovuta allo slittamento di spese di pubblicità e promozioni all’inizio del 2024.
– Effetto cambio negativo (-8,1%, o -€46,0) milioni), principalmente guidato dall’effetto transazionale del peso messicano che ha penalizzato i costi di produzione della tequila, nonché al deprezzamento del dollaro statunitense e di alcune valute di mercati emergenti. L’effetto perimetro è stato positivo (+1,2%, pari a €6,6 milioni).
– Normalizzando il livello di spese di pubblicità e promozione a un livello normalizzato (+20 punti base, corentemente con le indicazioni di una crescita organica delle spese di pubblicità e promozione in linea con le vendite (+/- 20 punti base), l’Ebit-rettificato sarebbe €600,7 milioni in crescita organica di +12,3% (+30 punti base).
– Ebitda-rettificato pari a €728,9 milioni, 25,0% sulle vendite nette, in crescita del +15,5% a livello organico (+10,4% la variazione totale).
- Utile del Gruppo-rettificato, pari a €390,4 milioni, in aumento del +0,7%. L’utile del Gruppo è stato pari a €330,5 milioni, in calo del -0.7%.
– Indebitamento finanziario netto pari a €1.853,5 milioni al 31 dicembre 2023, in aumento di €298,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2022, riflette un free cash flow negativo dovuto principalmente all’assorbimento di cassa dovuto all’aumento temporaneo di magazzino di produzione, agli investimenti straordinari in conto capitale e al pagamento del dividendo. Il multiplo di debito finanziario netto rispetto all’Ebitda-rettificato è pari a 2,5 volte al 31 dicembre 2023 rispetto a 2,4 volte al 31 dicembre 2022.
– Dividendo annuale proposto per l’esercizio pari a €0,065 per azione, in aumento del +8,3% rispetto all’anno precedente.
– Performance best in class in termini di Total Shareholder Return: +13,6% dalla quotazione, +11,2% da maggio 2007, +6,6% da gennaio 2019.
– Espolòn, ora 8% delle vendite di Gruppo, si unirà ai brand a priortà globale dal 2024, combinando la forte presenza negli Stati Uniti (la più grande combinazione brand-mercato del Gruppo) al forte potenziale di crescita internazionale.
- Cambiamento organizzativo strategico tramite la riconfigurazione parziale delle regioni che porterà a una singola regione Emea , per la prossima fase di crescita.
Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Nel 2023 abbiamo registrato un altro anno di crescita organica delle vendite di prim’ordine, grazie alla dinamica molto positiva dei brand, in particolare aperitivi, tequila e bourbon, e la sovraperformance rispetto al settore nonostante le sfide macroeconomiche e l’attesa normalizzazione dei consumi dopo la crescita eccezionale nel periodo successivo alla pandemia. Abbiamo ottenuto per il terzo anno consecutivo crescita organica a doppia cifra su tutti gli indicatori di profittabilità operativa, sostenuta dagli aumenti di prezzo sull’intero portafoglio, che hanno permesso di più che compensare l’inflazione sui costi dei materiali e di reinvestire in maniera sostenuta nei brand nonché nel rafforzamento dell’infrastruttura aziendale per la prossima fase di crescita”.
