La televisione mantiene la leadership come mezzo più utilizzato, con una penetrazione del 93,2%, ma si consolida il cambiamento interno al settore: la tv tradizionale scende al 79,5%, mentre cresce la fruizione via internet, con la web tv al 62% e la mobile tv al 38,6%. In parallelo resta stabile la tv satellitare.
L’ecosistema digitale mostra segnali di saturazione: internet è utilizzato dal 90,4% degli italiani, gli smartphone dal 90,3% e i social network dall’86,2%, con crescite ormai marginali. All’interno di questo scenario si rafforzano nuove modalità di fruizione dell’informazione, con 7 italiani su 10 tra gli utenti social che utilizzano i reel per informarsi, segnando un cambiamento nelle forme di accesso alle notizie.
La radio conferma una tenuta strutturale con il 78,4% di utenti, sostenuta soprattutto dall’ascolto in auto (70%). Cresce l’ascolto via smartphone, mentre resta stabile la radio tradizionale.
Più critica la situazione dei media a stampa. I quotidiani cartacei scendono al 21%, segnando una perdita di lungo periodo, mentre anche i siti di informazione registrano un calo del 4,3%, attestandosi al 56,7%. In lieve stabilità i quotidiani online, al 29,9%.
In controtendenza i libri, con una ripresa dei lettori che raggiungono il 42,4% (+2,3%), mentre gli e-book restano stabili al 13,8%.
Sul fronte dei social media, tra i giovani si osserva una lieve contrazione: Instagram scende al 74,8%, YouTube al 76,9%, mentre TikTok regge al 64,5%. Rimane forte la centralità delle piattaforme di messaggistica, in particolare WhatsApp.
Il rapporto evidenzia anche un cambiamento nelle fonti di informazione: i telegiornali restano al primo posto (43,9%) ma in calo, seguiti da Facebook (33,1%) e motori di ricerca (23,2%). Cresce però il peso delle forme “brevi” e visuali, mentre i contenuti più strutturati perdono terreno.
Un dato rilevante riguarda il comportamento degli utenti: il 59,5% degli italiani dichiara di evitare almeno in parte l’informazione sui media più diffusi, mentre il 66,4% afferma di verificare le notizie. Si rafforza quindi un approccio più critico e selettivo all’informazione.
Il rapporto analizza anche il rapporto con l’intelligenza artificiale: il 61,6% degli italiani non si sentirebbe a proprio agio a informarsi tramite contenuti generati interamente da Ia, mentre il 38,4% si dichiara favorevole, almeno in presenza di supervisione umana.
Infine, emerge il tema del “social detox”: il 38,1% degli italiani ha sentito il bisogno di ridurre o interrompere l’uso dei social, soprattutto per motivi legati a distrazione, dipendenza percepita e qualità del tempo personale.
