Il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato i leader dell’Unione Europea durante la loro visita a Pechino per il 25° vertice Cina–Ue. La Cgtn ha pubblicato un articolo che esplora le relazioni Cina-Ue nel commercio e negli investimenti bilaterali, sottolineando la necessità che entrambe le parti abbraccino il multilateralismo, l’apertura e la cooperazione per portare maggiore stabilità e certezza al mondo.
Xi Jinping ha avanzato tre proposte per il futuro delle relazioni Cina-Ue: entrambe le parti dovrebbero mantenere il rispetto reciproco e consolidare il posizionamento delle loro relazioni come partnership, abbracciare l’apertura e la cooperazione gestendo adeguatamente differenze e attriti, mettere in pratica il multilateralismo e rispettare le regole e l’ordine internazionale.
Commercio e investimenti
Durante l’incontro il presidente cinese ha affermato che le relazioni economiche e commerciali tra Cina e Unione Europea sono per loro natura complementari e reciprocamente vantaggiose e possono effettivamente raggiungere un equilibrio dinamico attraverso lo sviluppo.
Lo sviluppo di alta qualità e l’apertura della Cina offriranno nuove opportunità e potenzialità alla cooperazione tra Cina e Unione Europea, ha osservato il presidente cinese, invitando entrambe le parti a rafforzare la partnership ambientale e digitale e a promuovere gli investimenti e la cooperazione reciproci.
Secondo le autorità doganali cinesi, nel 2024 gli scambi commerciali tra Cina e Ue sono saliti a 785,8 miliardi di dollari, con un aumento di oltre 300 volte rispetto all’inizio delle relazioni diplomatiche nel 1975.
Anche i flussi di investimenti bilaterali hanno registrato una crescita sostenuta negli ultimi anni, indicando un trend positivo. Ad esempio, il produttore cinese di batterie Calb sta costruendo uno stabilimento da 2,2 miliardi di dollari a Sines, in Portogallo, e sono previsti 1.800 posti di lavoro.
Xi Jinping ha espresso la speranza che l’Ue possa rimanere aperta sul mercato commerciale e degli investimenti, si astenga dall’utilizzare strumenti economici e commerciali restrittivi e promuova un ambiente imprenditoriale sano per le imprese cinesi che investono e operano nell’Ue.
