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Abi, a dicembre segnali positivi per credito e risparmio

È quanto emerge dal Rapporto mensile Abi di dicembre 2025, che fotografa un sistema bancario in graduale miglioramento, sostenuto dalla crescita dei prestiti, dal recupero della raccolta e da un ulteriore calo dei crediti deteriorati, in un contesto di tassi di interesse in progressiva riduzione rispetto ai picchi del 2023.

A novembre 2025 l’ammontare complessivo dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto dell’1,9% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente (+1,7%). L’incremento è trainato soprattutto dalle famiglie, i cui finanziamenti risultano in aumento per l’undicesimo mese consecutivo (+2,2%), mentre per le imprese si registra il quinto mese consecutivo di crescita (+1,2%). Un segnale di graduale rafforzamento della domanda di credito, dopo la fase di rallentamento legata alla stretta monetaria.

Sul fronte della raccolta, continua la dinamica positiva. La raccolta indiretta, rappresentata dagli investimenti in titoli custoditi presso le banche, è aumentata di 98,6 miliardi di euro tra ottobre 2024 e ottobre 2025, con un contributo significativo delle famiglie (+30,8 miliardi) e delle imprese (+18,9 miliardi). La raccolta diretta complessiva — depositi e obbligazioni — a novembre 2025 è cresciuta del 2,4% su base annua, confermando il trend avviato a inizio 2024. In particolare, i depositi sono aumentati del 2,4%, mentre la raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni ha registrato un incremento del 2,5% rispetto a un anno prima.

In lieve calo i tassi di interesse sui prestiti. A novembre 2025 il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è sceso al 3,30%, dal 3,31% del mese precedente e ben al di sotto del 4,42% di dicembre 2023. In diminuzione anche il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese, al 3,44% contro il 3,52% di ottobre e il 5,45% di fine 2023. Il tasso medio sul totale dei prestiti si è attestato al 3,96%, stabile rispetto al mese precedente.

Sul versante della raccolta, il tasso sui nuovi depositi a durata prestabilita è stato pari al 2,14% a novembre, in aumento di 185 punti base rispetto a giugno 2022, ultimo mese prima dell’avvio dei rialzi dei tassi Bce. Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso si è attestato al 2,42%, in crescita di 111 punti base rispetto al 2022. Rimangono invece contenuti i rendimenti sui depositi complessivi, con un tasso medio dello 0,63%, mentre il tasso sui conti correnti si conferma allo 0,28%, coerente con la loro funzione prevalentemente operativa e non di investimento.

Lo spread tra tassi sui prestiti e tassi sulla raccolta nelle nuove operazioni con famiglie e società non finanziarie si è attestato a 198 punti base, segnalando una sostanziale stabilità dei margini nel contesto attuale.

Ulteriori segnali incoraggianti arrivano dalla qualità del credito. A ottobre 2025 i crediti deteriorati netti sono scesi a 29,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 30,1 miliardi di giugno e ai 31,3 miliardi di fine 2024. Rispetto al picco di 196,3 miliardi registrato nel 2015, la riduzione complessiva è di circa 167 miliardi. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti totali si è attestato all’1,41%, in miglioramento rispetto ai mesi precedenti e ben lontano dal 9,8% toccato nel 2015.

 

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