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Abi, Patuelli richiama responsabilità, stabilità e crescita: le banche al centro della tenuta economica

L’Assemblea annuale dell’Abi si apre in un contesto internazionale segnato da profonde incertezze. Se un anno fa il dibattito era dominato dai dazi, oggi l’attenzione si concentra sugli effetti delle due guerre che coinvolgono Ucraina e Medioriente, con ripercussioni dirette sull’economia europea, sui mercati finanziari e sulla fiducia di famiglie e imprese.

Nel suo intervento, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha posto al centro della riflessione il ruolo del sistema bancario come elemento di stabilità, responsabilità e coesione sociale. Un messaggio che guarda oltre la funzione tradizionale del credito e richiama il contributo delle banche alla tenuta dell’intero sistema economico.

Secondo Patuelli, le banche italiane continuano a fare la loro parte sostenendo la crescita dei prestiti, contrastando ogni forma di illegalità, intervenendo con misure di solidarietà a favore di famiglie e imprese colpite dalle calamità naturali e contribuendo alle esigenze della collettività anche attraverso una pressione fiscale superiore a quella ordinaria prevista dalla Costituzione.

Tra i temi strategici affrontati dal presidente dell’Abi figurano anche lo sviluppo dell’economia sociale, il rafforzamento della stabilità finanziaria, la realizzazione dell’euro digitale e la costruzione di un più efficiente mercato dei capitali europeo. Obiettivi considerati essenziali per rafforzare la competitività del sistema economico e garantire nuove opportunità di investimento e finanziamento.

Patuelli ha evidenziato come la fase attuale richieda equilibrio e capacità di adattamento. Le tensioni geopolitiche continuano infatti ad alimentare incertezza sui mercati, incidendo sulle prospettive di crescita e sugli scambi internazionali. In questo scenario il sistema bancario è chiamato a mantenere alta l’attenzione sulla qualità del credito, sulla tutela del risparmio e sul sostegno all’economia reale.

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