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Abi: più prestiti e meno sofferenze, il sistema bancario è in rafforzamento

Il sistema bancario italiano consolida nel primo trimestre del 2026 un quadro di graduale rafforzamento, sostenuto dalla crescita dei prestiti bancari, da una dinamica positiva della raccolta e da segnali incoraggianti sul fronte dei crediti deteriorati. È quanto emerge dal rapporto mensile Abi che anticipa le principali tendenze del settore.

Prestiti in accelerazione

A marzo 2026, i prestiti a imprese e famiglie registrano un aumento del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% di febbraio. Si tratta della prosecuzione di un ciclo espansivo avviato nel marzo 2025.
Nel dettaglio, le famiglie segnano il quindicesimo mese consecutivo di crescita (+2,6% a febbraio), mentre i finanziamenti alle imprese si espandono per il nono mese consecutivo (+1,8%).

Dinamica positiva per la raccolta

La raccolta indiretta – rappresentata dagli investimenti in titoli custoditi presso le banche – cresce di 78,8 miliardi tra febbraio 2025 e febbraio 2026, con un contributo rilevante delle famiglie.
La raccolta diretta complessiva aumenta del 2,6% a marzo 2026, proseguendo un trend positivo avviato nel 2024, sebbene in rallentamento rispetto al mese precedente (+3,8%).

I depositi segnano un incremento del 2,7% annuo, mentre la raccolta tramite obbligazioni cresce dell’1,5%, mostrando un progressivo rafforzamento delle fonti a medio-lungo termine.

Tassi di interesse, segnali di allentamento

Sul fronte dei tassi di interesse sui prestiti bancari, emergono segnali di moderazione:

  • Il tasso medio complessivo resta stabile al 3,98%
  • I nuovi finanziamenti alle imprese scendono al 3,26%
  • I mutui per l’acquisto di abitazioni calano al 3,36%

Dal lato della raccolta, il tasso sui depositi vincolati si attesta al 2,09%, superiore alla media dell’area euro. Il rendimento delle obbligazioni bancarie di nuova emissione è pari al 2,88%.

Resta contenuto il rendimento medio dei conti correnti (0,28%), confermando la loro funzione principalmente transazionale.

Margine di interesse sotto osservazione

Lo spread tra tassi sui prestiti e sulla raccolta si attesta a 191 punti base, evidenziando un margine ancora significativo per il settore, seppur in un contesto di progressiva normalizzazione monetaria.

Miglioramento strutturale per i crediti deteriorati

Prosegue il calo dei crediti deteriorati netti, che a febbraio 2026 si attestano a 27,6 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025.
Il rapporto tra crediti deteriorati e totale impieghi scende all’1,32%, lontanissimo dal picco del 9,8% del 2015, confermando il rafforzamento della qualità del credito.

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