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Abi: tassi in lieve rialzo, prestiti in crescita moderata, calano i crediti deteriorati

Il rapporto mensile dell’Abi mette in evidenza da un lato tassi di mercato in risalita, dall’altro segnali di rafforzamento della raccolta e una graduale ripresa dei prestiti a famiglie e imprese, mentre prosegue la discesa dei crediti deteriorati.

Tassi di mercato in crescita

Nei primi undici giorni di settembre l’Euribor a tre mesi si è attestato in media al 2,05%, in aumento di 7 punti base rispetto al minimo toccato a giugno. In rialzo anche il rendimento dei Bot a sei mesi (2,00%), mentre i tassi a lungo termine hanno mostrato un’accelerazione più marcata: l’IRS a dieci anni è salito al 2,67%, 44 punti base sopra i livelli di dicembre 2024, e il rendimento medio dei Btp decennali si è portato al 3,57%.

Prestiti bancari: condizioni più favorevoli rispetto al 2023

Ad agosto i tassi applicati dalle banche sui nuovi prestiti alle imprese sono scesi al 3,42%, in calo dal 3,50% di luglio e ben al di sotto del 5,45% registrato a dicembre 2023. Per i mutui alle famiglie, il tasso medio si è attestato al 3,31%, in leggero aumento rispetto a luglio ma comunque molto inferiore al 4,42% di fine 2023. Il costo complessivo dei prestiti in essere è sceso al 3,92%.

Raccolta in aumento e margini sotto controllo

Sul fronte della raccolta, i nuovi depositi vincolati hanno reso in media il 2,02%, un livello superiore alla media dell’area euro (1,85%). Il rendimento delle nuove obbligazioni bancarie si è attestato al 2,52%, contro l’1,31% di tre anni fa. Il tasso medio sui depositi complessivi è salito allo 0,63%, mentre i conti correnti restano poco remunerativi (0,27%).
Il margine tra i tassi sui nuovi prestiti e quelli sulla nuova raccolta si è attestato ad agosto a 201 punti base.

Prestiti e raccolta in crescita

La raccolta diretta complessiva è aumentata del 2,5% su base annua, trainata soprattutto dai depositi (+2,7%). In crescita anche i prestiti: ad agosto l’ammontare complessivo verso famiglie e imprese è salito dell’1,4% rispetto a un anno prima, con le famiglie a +2,0% e le imprese a +0,7%.

Crediti deteriorati ai minimi dal 2015

Prosegue il miglioramento della qualità del credito: a luglio i crediti deteriorati netti sono scesi a 29,5 miliardi di euro, dai 31,3 miliardi di dicembre 2024 e ben lontani dal picco di 196,3 miliardi registrato dieci anni fa. Il loro peso sul totale dei prestiti è calato all’1,41%, in netto miglioramento rispetto al 9,8% del 2015.

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