La Consob accelera sull’innovazione tecnologica applicata alla vigilanza finanziaria e presenta un prototipo che integra strumenti di intelligenza artificiale nelle attività di contrasto all’abusivismo finanziario. L’iniziativa, illustrata nell’ultimo Quaderno Fintech pubblicato dall’Autorità, punta a rendere più efficienti i processi di analisi senza sostituire il ruolo degli esperti, che rimane centrale nelle valutazioni e nelle decisioni finali.
Lo studio, intitolato “Sperimentazione dell’Ia nell’azione di contrasto della Consob agli abusivismi finanziari”, è stato sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università Politecnica delle Marche. Il progetto conferma il percorso già avviato dall’Autorità nell’impiego di tecnologie avanzate in ambiti quali il contrasto all’insider trading, la vigilanza sui green bond e l’analisi dei Key Information Documents.
La sperimentazione concentra l’impiego dell’Ia nella fase preliminare dell’attività di vigilanza, automatizzando operazioni come l’estrazione dei dati, l’analisi degli esposti presentati dai risparmiatori, il trattamento delle informazioni e lo scrutinio dei siti web segnalati. L’obiettivo è consentire agli analisti di individuare più rapidamente situazioni potenzialmente critiche, ottimizzando tempi e risorse.
Il sistema combina diverse tecnologie, tra cui Large Language Model, Natural Language Processing, sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri e strumenti di analisi semantica. Grazie a questi algoritmi è possibile elaborare grandi quantità di dati e individuare segnali di rischio che vengono successivamente sottoposti alla verifica degli analisti umani.
Secondo gli autori del Quaderno, l’Ia rappresenta uno strumento di supporto alle attività di vigilanza, ma non può sostituire il giudizio umano. Le funzioni di controllo e le decisioni restano infatti prerogativa esclusiva degli operatori, in linea con il quadro normativo europeo e nazionale.
L’impiego degli algoritmi consente di ridurre i tempi necessari per l’analisi preliminare, la classificazione delle informazioni e la predisposizione della documentazione istruttoria. Tuttavia, il Quaderno richiama anche i limiti delle tecnologie di intelligenza artificiale, evidenziando rischi quali errori interpretativi, cosiddette “allucinazioni” e possibili imprecisioni nella lettura dei dati.
Consob ribadisce che la supervisione e il coordinamento umano restano elementi imprescindibili per garantire affidabilità dei risultati, trasparenza, tracciabilità e spiegabilità dei processi decisionali. L’intelligenza artificiale viene così delineata come uno strumento di integrazione delle attività di vigilanza e non come un sostituto delle competenze professionali, rafforzando la capacità dell’Autorità di contrastare in modo più efficace i fenomeni di abusivismo finanziario.
