Lo confermano i dati più recenti analizzati dall’Osservatorio Segugio.it sulla base delle rilevazioni dell’Agcom, che mostrano un’accelerazione del processo di dismissione dell’Adsl e della Fttc destinato a proseguire nei prossimi anni.
Secondo l’Osservatorio sulle Comunicazioni Agcom, le linee in rame rappresentano ormai solo l’11,8% degli accessi di rete fissa, con un calo di 3,1 punti rispetto al 2024 e di 17,3 punti rispetto al 2021, mentre anche la Fttc (fibra mista rame) scende al 41,6%, perdendo 3,8 punti in un anno e 7,9 punti dal 2021; complessivamente, le connessioni basate sul rame hanno perso 25,2 punti di quota di mercato dal 2021, confermando un cambio strutturale del mercato. Il progressivo addio al rame è evidente anche sul fronte dell’offerta commerciale: solo il 28% degli operatori italiani include oggi almeno un’offerta Adsl nei propri listini, mentre la maggioranza punta su Ftth, Fttc o Fwa, con la rete wireless che viene sempre più spesso proposta come alternativa strutturale all’Adsl nelle aree non raggiunte dalla fibra.
Sul piano infrastrutturale, la copertura Ftth continua a crescere, ma il tasso di adozione resta contenuto: i dati Agcom del Rapporto sulla connettività in fibra Ftth del 4° trimestre 2025 indicano che il 77,19% delle famiglie italiane è raggiunto dalla fibra, con un incremento di 1,19 punti in un trimestre pari a circa 250 mila famiglie, e con otto regioni sopra la media nazionale, mentre la Sicilia guida la classifica con l’89% di copertura; nonostante ciò, la Ftth rappresenta solo il 32,9% degli accessi di rete fissa, seppur in crescita di 5,9 punti rispetto al 2024, segnalando un divario ancora ampio tra disponibilità dell’infrastruttura e utilizzo effettivo.
Secondo l’Osservatorio, il basso tasso di adozione può dipendere sia da una scarsa consapevolezza dei consumatori, che spesso non sanno di essere raggiunti dalla fibra, sia da criticità operative e amministrative locali che rallentano l’effettiva commercializzazione delle reti. Oltre ai benefici in termini di prestazioni, la migrazione verso Ftth e Fwa risulta vantaggiosa anche sul piano economico: la spesa media mensile nel primo anno per queste tecnologie è inferiore rispetto a quella di un abbonamento Fttc o Adsl, con un caso emblematico rappresentato dal passaggio dall’Adsl alla Fwa nei comuni non coperti dalla fibra, che consente un risparmio medio di 46,68 euro nel primo anno, a fronte di una connessione più veloce e reattiva.
Nel complesso, i dati indicano che il mercato italiano della rete fissa si avvia verso una svolta irreversibile, con il rame progressivamente fuori dal perimetro e fibra e wireless destinati a diventare i pilastri della connettività, mentre la vera sfida dei prossimi anni sarà accelerare l’adozione e ridurre il divario tra copertura infrastrutturale e utilizzo reale delle reti di nuova generazione.
