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Affitti, squilibrio tra domanda e offerta: canoni su del +3,5%

È quanto emerge dall’Osservatorio Affitti 2025 realizzato da Nomisma per conto di Crif in collaborazione con Confabitare.

Alla base della tensione del mercato vi è una offerta insufficiente di immobili in locazione, aggravata dal fatto che una quota rilevante di abitazioni non viene immessa nel mercato dell’affitto tradizionale. Nei grandi centri urbani e nelle città turistiche, questo fenomeno è particolarmente evidente: a Milano si stimano circa 25.000 immobili fuori dal mercato della locazione, mentre a Bologna circa 8.000.

Un elemento centrale è la scelta dei proprietari: il 31% non intende affittare la propria casa, principalmente per timori legati a morosità, mancati pagamenti e possibili danni agli immobili. Un ulteriore 6% ha già abbandonato il mercato della locazione per le stesse ragioni, contribuendo a ridurre ulteriormente l’offerta disponibile.

Dal lato della domanda, la difficoltà di trovare un’abitazione a costi sostenibili rappresenta una delle principali criticità per gli inquilini. Secondo l’analisi, il 63% segnala difficoltà nel reperire alloggi adeguati ai prezzi di mercato, mentre il 61% evidenzia la mancanza di un investimento a lungo termine nell’affitto e il 53% una scarsa propensione dei proprietari a migliorare gli immobili.

Il report evidenzia anche una crescente richiesta di strumenti di valutazione dell’affidabilità degli inquilini: il 49% dei locatori vorrebbe un certificato di affidabilità economica, mentre il 43% richiede referenze da precedenti locazioni. Dal lato degli inquilini, il 69% è disposto a fornire documentazione reddituale, e circa un terzo sarebbe favorevole all’introduzione di un vero e proprio certificato di solidità finanziaria.

Nonostante le tensioni, la situazione dei pagamenti appare relativamente stabile: circa il 60% degli affittuari dichiara di pagare sempre puntualmente, mentre solo il 3% risulta in difficoltà o in ritardo significativo. Tuttavia, tra i locatori il 28% segnala episodi di ritardo e l’8% casi di morosità, elementi che contribuiscono a mantenere elevato il livello di prudenza.

Un ruolo crescente potrebbe essere svolto da strumenti innovativi come il servizio “Affittabile”, che mira a certificare l’affidabilità economica degli inquilini. L’interesse verso questo tipo di soluzioni è elevato: oltre il 90% dei proprietari si dice disponibile a utilizzarlo in fase di selezione.

Secondo il report, il mercato immobiliare italiano è inoltre influenzato da profondi cambiamenti demografici: aumento delle persone sole, crescita delle coppie senza figli e mobilità di giovani e lavoratori verso le aree urbane più dinamiche. Questi fattori stanno spingendo la domanda di locazione, ma in un contesto in cui l’offerta non riesce a tenere il passo.

Nel complesso, l’Osservatorio sottolinea la necessità di interventi strutturali per riequilibrare il mercato: maggiore flessibilità normativa, strumenti di garanzia per i proprietari, incentivi per riportare gli immobili sfitti sul mercato e soluzioni innovative per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Una trasformazione considerata ormai indispensabile per rispondere a un mercato dell’abitare in rapida evoluzione.

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