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Affitti transitori, in rallentamento: nel 2026 prezzi stabili dopo l’espansione degli ultimi cinque anni

Secondo un’analisi di Immobiliare.it Insights, società di data intelligence del gruppo Immobiliare.it, nel 2026 i canoni richiesti per i contratti di locazione tra 30 giorni e 18 mesi sono aumentati dell’1% su base annua, segnando una sostanziale stabilità dopo il +35% registrato dal 2021.

Il rallentamento interessa un segmento che negli ultimi anni aveva registrato performance superiori rispetto all’intero mercato delle locazioni. Dal 2021, infatti, i canoni degli affitti residenziali sono cresciuti complessivamente del 32%, mentre gli affitti transitori hanno evidenziato una dinamica ancora più accentuata.

L’analisi delle 20 città prese in esame evidenzia un mercato sempre più eterogeneo. Dieci città registrano aumenti dei canoni e dieci una flessione, segnale di un progressivo riequilibrio del comparto. L’incremento più marcato si osserva a Trieste (+29%), seguita da Torino (+11%). Brescia e Verona registrano entrambe un aumento dell’8%, mentre Roma cresce del 4%, Genova del 2% e Napoli dell’1%.

Sul fronte opposto, il calo più significativo interessa Messina (-11%), seguita da Como (-9%). Riduzioni più contenute si registrano a Venezia e Cagliari (-3%), Firenze e Palermo (-2%), mentre Bologna, Bari, Catania e Milano segnano un lieve arretramento dell’1%.

Nel confronto con il 2021, tuttavia, il quadro resta quello di una crescita diffusa. Trieste guida ancora la classifica con un incremento del 64%, davanti a Bologna (+62%), Firenze (+55%) e Roma (+51%), mentre Milano registra un aumento del 34%.

Nonostante la lieve flessione dell’ultimo anno, Milano si conferma il mercato più caro per gli affitti transitori, con un canone medio di 25,5 euro al metro quadrato. Seguono Bologna (24,2 euro/mq), Firenze (23,3 euro/mq) e Roma (21,9 euro/mq). All’estremo opposto della graduatoria si collocano Messina (9,6 euro/mq), Catania (11,1 euro/mq) e Palermo (12,1 euro/mq). A livello nazionale il valore medio richiesto raggiunge 18,2 euro al metro quadrato.

Sul fronte della domanda emergono segnali di raffreddamento. Dopo la prima flessione registrata nel 2025, nel 2026 le richieste di affitti transitori diminuiscono dell’1% a livello nazionale, pur con andamenti molto differenziati tra i mercati locali. Gli incrementi più consistenti si registrano a Brescia (+40%), Messina (+39%) e Trieste (+26%), mentre le contrazioni maggiori interessano Bergamo (-25%), Catania (-24%) e Firenze (-18%). Milano limita il calo al 5%, mentre Roma continua a mostrare una domanda in crescita (+4%).

Anche l’offerta evidenzia dinamiche contrastanti. Lo stock disponibile si riduce del 5% a livello nazionale, ma aumenta sensibilmente in alcune città, tra cui Bergamo (+49%), Firenze (+33%) e Cagliari e Catania (entrambe +23%). Le riduzioni più marcate si registrano invece a Messina (-26%), Parma (-21%), Como (-19%) e Padova (-18%).

«Dal 2021 il mercato delle locazioni ha registrato un incremento dei prezzi del 32%. In questo contesto, il segmento degli affitti transitori è stato quello che ha mostrato la crescita più marcata», osserva Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. «I segnali di rallentamento emersi nell’ultimo anno rappresentano un’evoluzione naturale dopo una fase di forte espansione e confermano come il mercato degli affitti stia entrando in una fase di maggiore equilibrio».

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