Nel secondo trimestre del 2026 lo stock complessivo di abitazioni in affitto è aumentato del 15,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma a trainare la crescita sono soprattutto i contratti temporanei. Secondo l’analisi di idealista/data, l’offerta di affitti transitori è cresciuta del 41,6% su base annua e del 26,9% rispetto al trimestre precedente, contro il 25,7% di un anno prima.
Anche il segmento degli affitti a lungo termine mantiene un andamento positivo, con uno stock in aumento del 10,5% rispetto al secondo trimestre del 2025 e dell’8,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. La crescita dell’offerta temporanea appare tuttavia particolarmente marcata nei principali mercati urbani, dove la domanda legata a studio, lavoro e permanenze di durata limitata sta modificando il tradizionale equilibrio del mercato locativo.
A livello territoriale, Venezia presenta la quota più elevata di affitti transitori sul totale dell’offerta, pari al 60%, seguita da Urbino con il 51,1% e Trieste con il 50,5%. Sopra la soglia del 40% si collocano anche Firenze, Catanzaro, Crotone, Genova, Brindisi, Foggia, Bari e Napoli. Complessivamente sono 30 i capoluoghi, su 110 monitorati, nei quali l’incidenza degli affitti transitori supera la media nazionale. Tra i grandi centri figurano Roma con il 38,7%, Milano con il 37,1% e Torino con il 34,3%.
Il fenomeno presenta però differenze significative tra le diverse città. Nei mercati dove l’offerta transitoria era inizialmente più ridotta, le variazioni percentuali possono risultare particolarmente ampie. È il caso, ad esempio, di Belluno e Lodi, entrambe in crescita del 200%, mentre tra i capoluoghi con le diminuzioni più rilevanti figurano Vercelli, Imperia, Bolzano e Carbonia.
Nei principali mercati, la crescita dell’offerta transitoria è particolarmente evidente a Torino, dove lo stock è aumentato del 102,1% in un anno. Seguono Roma con il 79%, Firenze con il 71,3% e Milano con il 46,2%. Incrementi significativi si registrano anche a Napoli e Bologna.
