Dopo una crescita del Pil del 6,6% nel 2025, le stime indicano un rallentamento al 5,9% nel 2026, con un nuovo recupero al 6,4% nel 2027, nonostante le tensioni sulle catene globali di approvvigionamento e l’aumento dei costi energetici.
A trainare la crescita saranno soprattutto Gibuti, Etiopia, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Uganda, per i quali sono attesi tassi di espansione superiori al 5% anche nei prossimi due anni, grazie allo sviluppo dei comparti agricolo, minerario, dei servizi e delle esportazioni.
Industrializzazione e sicurezza energetica
Nonostante la crescita, la regione continua a scontare una forte dipendenza dalle importazioni di carburanti raffinati e fertilizzanti, fattore che limita la competitività delle economie locali.
Per ridurre questa vulnerabilità, i governi stanno accelerando gli investimenti industriali. Tra i principali progetti figurano una raffineria da 650.000 barili al giorno annunciata in Kenya durante il vertice “The Africa We Build” e un impianto per la produzione di fertilizzanti in Etiopia da 2,5 miliardi di dollari, destinato a rafforzare la sicurezza alimentare e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Parallelamente cresce l’attenzione verso la mobilità sostenibile. L’Uganda ha avviato la produzione di autobus elettrici, mentre l’Etiopia ha introdotto il divieto di importazione di nuove auto con motore a benzina e diesel, puntando a contenere la spesa energetica e le emissioni.
L’Area di libero scambio rafforza il commercio intra-africano
Uno dei principali motori della crescita resta l’Area di Libero Scambio Continentale Africana (AfCfta). Gli scambi commerciali all’interno del continente hanno raggiunto 206,6 miliardi di dollari, pari al 15,3% del commercio africano complessivo, mentre la quota dell’Africa nel commercio mondiale resta intorno al 3%.
L’Africa Orientale contribuisce per il 14,5% agli scambi intra-africani, grazie soprattutto alla crescita delle esportazioni manifatturiere e agroalimentari.
Il Kenya destina il 40,4% delle proprie esportazioni ai mercati africani, trainato da tè e prodotti ortofrutticoli, mentre la Tanzania esporta nel continente oltre il 35% della propria produzione. A sostenere questa dinamica contribuiscono la progressiva eliminazione delle barriere tariffarie nella East African Community (Eac) e l’integrazione commerciale con il Comesa.
Infrastrutture digitali: l’Europa investe nel cavo Blue-Raman
Sul fronte tecnologico, l’Unione Europea ha stanziato 37 milioni di euro per estendere il sistema di cavi sottomarini Blue-Raman verso Somalia, Kenya e Tanzania, nell’ambito di un programma da 139 milioni di euro dedicato allo sviluppo delle infrastrutture digitali.
Il progetto, sviluppato da Sparkle insieme ad altri partner internazionali, consentirà di migliorare la connettività tra Europa, Medio Oriente e Africa Orientale, favorendo la riduzione dei costi di accesso a Internet.
Secondo la Banca Mondiale, il raddoppio della capacità dei cavi sottomarini potrebbe ridurre i prezzi della banda larga del 7% per le reti fisse e del 13% per quelle mobili, mentre altre stime indicano riduzioni ancora più consistenti.
Turismo integrato per superare 11 milioni di visitatori
L’integrazione regionale coinvolge anche il turismo. La East African Community ha lanciato il marchio unitario “Visit East Africa: Feel the Vibe”, con l’obiettivo di promuovere itinerari transfrontalieri e rafforzare il posizionamento internazionale della regione.
Dopo aver registrato 8,5 milioni di arrivi internazionali nel 2024, l’obiettivo è superare gli 11 milioni di visitatori entro il 2027, sostenuto da politiche comuni sui visti, investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e standard condivisi per il settore alberghiero.
La sfida resta la sostenibilità della crescita
Nonostante le prospettive favorevoli, gli analisti evidenziano la necessità di rafforzare la capacità fiscale degli Stati, ampliare la base imponibile e accelerare la digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche. Per la regione, la combinazione tra industrializzazione, integrazione commerciale, infrastrutture digitali e attrazione di investimenti rappresenta la leva decisiva per trasformare la crescita economica in uno sviluppo strutturale e duraturo.
