La decisione, assunta con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, segna il ritorno di uno strumento che era rimasto operativo fino al 2012 e che viene oggi riproposto alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nel sistema dell’informazione e della comunicazione.
L’obiettivo è promuovere una rappresentazione più corretta delle vicende giudiziarie nei media, garantendo il rispetto della presunzione di innocenza, della dignità delle persone coinvolte e dei principi deontologici che regolano l’attività giornalistica.
Secondo l’Autorità, la crescente complessità dell’ecosistema mediatico rende necessario riattivare un luogo stabile di confronto tra operatori del settore, capace di affrontare le criticità che continuano a emergere nella copertura di processi, indagini e fatti giudiziari.
Rispetto al contesto in cui il Comitato nacque nel 2009, il panorama informativo è infatti profondamente cambiato. Accanto alle tradizionali emittenti radiotelevisive, hanno acquisito un ruolo sempre più rilevante nuovi soggetti dell’informazione digitale, tra cui content creator, produttori di podcast e piattaforme online che contribuiscono alla diffusione di notizie e contenuti di attualità.
In questo scenario, Agcom sottolinea come i principi contenuti nel Codice di autoregolamentazione mantengano una piena attualità, risultando coerenti anche con il nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, approvato dall’Ordine nazionale dei giornalisti nel dicembre 2024.
Il Comitato sarà composto da rappresentanti delle organizzazioni firmatarie del Codice – Rai, Mfe-MediaForEurope, La7, Aeranti-Corallo, Confindustria Radio Televisioni, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana – oltre a tre esperti designati da Agcom, tra i quali verrà individuato il presidente dell’organismo.
Tra i primi dossier che il Comitato sarà chiamato ad affrontare figura l’aggiornamento del Codice del 2009, con l’obiettivo di estenderne l’applicazione ai nuovi protagonisti dell’informazione digitale e adattarne i principi alle modalità di diffusione dei contenuti oggi prevalenti.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla possibilità di favorire l’adesione volontaria di soggetti finora non coinvolti nel sistema di autoregolamentazione, comprese le associazioni rappresentative dei creator digitali e dei produttori di podcast.
Con la ricostituzione del Comitato, Agcom punta a rafforzare gli strumenti di tutela dei diritti delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie e a promuovere standard condivisi di correttezza informativa in un contesto mediatico sempre più ampio, frammentato e digitale.
