Prima di entrare in magistratura, il giudice ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 aveva ricoperto il ruolo di vicedirettore dell’Ufficio del registro di Agrigento. Alla cerimonia, in programma alle ore 10, prenderanno parte il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, il Sostituto procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo Nino Di Matteo, l’Arcivescovo metropolita di Palermo Corrado Lorefice e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone. Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita nel 1975 all’Università di Palermo, Livatino fu assunto come vicedirettore presso l’Ufficio del registro di Agrigento, esperienza che egli visse con grande intensità professionale e umana. Nel luglio 1978, quando ricevette il fonogramma che annunciava l’inizio della sua carriera in magistratura, espresse profondo dispiacere per il distacco dall’Ufficio e dal suo ambiente umano. Nel 1979 venne nominato sostituto procuratore presso il Tribunale di Agrigento, dove condusse con rigore importanti indagini sulla criminalità organizzata; nel 1989 divenne giudice penale.
La mattina del 21 settembre 1990, lungo la statale Agrigento-Caltanissetta, la sua automobile venne speronata e Livatino, nel tentativo di fuggire, fu raggiunto e assassinato da quattro sicari poi assicurati alla giustizia. Il 9 maggio 2021 Livatino è stato proclamato Beato.
