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Agricoltura 2025: produzione stabile, occupazione in calo, redditività in tenuta

Nel 2025 il settore agricoltura, silvicoltura e pesca ha mostrato una sostanziale tenuta, con una lieve crescita della produzione in volume (+0,3%), mentre il valore aggiunto è rimasto stabile (-0,1%) e l’occupazione è diminuita dello 0,5%.

La crescita del comparto è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei prezzi agricoli (+3,8%), che ha portato il valore della produzione a 80,1 miliardi di euro e il valore aggiunto a 46,6 miliardi. In aumento anche il valore dell’agroalimentare, salito a 89 miliardi di euro, con un peso sul Pil nazionale del 4,4%.

Sul fronte produttivo, risultati positivi per olio d’oliva, cereali e vino, mentre hanno sofferto frutta, ortaggi, agrumi e alcune colture industriali. Particolarmente brillante l’andamento della zootecnia, che ha raggiunto il massimo storico in valore grazie al forte rialzo dei prezzi delle carni e del latte.

L’occupazione continua invece a mostrare segnali di debolezza, con la diminuzione dei lavoratori autonomi non compensata dall’aumento dei dipendenti. In crescita, al contrario, i redditi da lavoro e gli investimenti, che registrano un significativo incremento sia in valore sia in volume.

Nonostante il ritorno alla crescita dei costi di produzione, la redditività del settore resta positiva. I prezzi dei prodotti agricoli sono infatti aumentati più rapidamente rispetto a quelli dei beni e servizi utilizzati dalle aziende, migliorando ulteriormente i margini economici.

A livello territoriale, il Mezzogiorno si conferma l’area più dinamica per crescita del valore aggiunto, mentre tra le regioni spiccano Valle d’Aosta, Marche e Abruzzo. In difficoltà invece Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Nel confronto europeo, l’Italia perde una posizione nella classifica del valore della produzione agricola, scendendo al quarto posto dietro Francia, Germania e Spagna, ma mantiene la leadership Ue nel valore aggiunto agricolo, confermandosi il Paese con la maggiore capacità di generare ricchezza dal settore primario.

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