È quanto emerge dalla sesta edizione del rapporto AgrIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Mbs Consulting, presentato a Roma a Palazzo della Valle.
Il livello di sostenibilità delle imprese agricole italiane continua a crescere: le aziende con performance elevate salgono al 57,9%, rispetto al 49,3% del 2020, mentre quelle ferme a livelli iniziali si riducono all’11,9%. Un dato che segnala una progressiva maturazione del settore anche in condizioni economiche difficili.
Le imprese più sostenibili mostrano inoltre una maggiore solidità economica: il 30,6% registra una crescita del fatturato, contro il 14,6% delle aziende con livello base di sostenibilità, confermando il legame diretto tra performance ambientali, sociali e risultati economici.
Il contesto internazionale resta complesso. Il 42% degli agricoltori dichiara preoccupazione per gli effetti dei conflitti commerciali e dei dazi, con impatti su costi delle materie prime, difficoltà di mercato e riduzione delle esportazioni.
Più del 70% delle imprese esportatrici ha adottato strategie di adattamento: ricerca di nuovi mercati (45%), revisione dei contratti (20%) e riallocazione verso il mercato interno (20%). Circa il 20% ha anche cambiato fornitori per ridurre l’esposizione ai rischi globali.
Si aggiunge l’impatto del conflitto in Medio Oriente, che ha contribuito a una nuova fase di inflazione energetica. Il 42% delle imprese aveva già registrato un aumento dei costi, mentre solo il 26,4% dichiara capacità di incidere sui prezzi. Il risultato è una compressione della redditività, con il 47,5% delle aziende sotto il 5% di margine sul fatturato.
La crescita della sostenibilità è trasversale: l’area ambientale raggiunge il 63,8% di imprese a livello elevato, rispetto al 49% del 2020. Crescono anche innovazione e qualità del lavoro (58,9%), sostenibilità sociale (47,9%) e gestione dei rischi (43,9%).
La qualità del prodotto si conferma una leva strategica: il 65,5% delle imprese raggiunge livelli elevati in questo ambito. L’innovazione resta centrale, con il 70,3% delle aziende che ha investito negli ultimi due anni e una forte correlazione con la sostenibilità (82,2% tra le imprese più avanzate).
Il 50,2% delle aziende ha sviluppato attività complementari come trasformazione, agriturismo, energia e servizi, che in molti casi generano oltre il 30% dei ricavi, rafforzando la diversificazione del modello agricolo.
Il cambiamento climatico resta una criticità strutturale, mentre cresce la necessità di strumenti informativi e competenze per la gestione del rischio. Infine, il capitale umano emerge come fattore decisivo per la trasformazione del settore, con particolare attenzione a giovani, occupazione stabile e ricambio generazionale.
