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Agricoltura, la sfida al clima passa dalla digitalizzazione: otto aziende su dieci pronte a investire

La risposta dell’agricoltura italiana alla crescente pressione dei cambiamenti climatici passa sempre più dall’innovazione tecnologica. Secondo un’analisi di Coldiretti Next, presentata alla Global Conference on Smart Farming della Fao, circa otto aziende agricole su dieci sono pronte a investire in soluzioni digitali per migliorare la gestione delle coltivazioni, ridurre i consumi di acqua, energia e fertilizzanti e affrontare con maggiore efficienza gli effetti di siccità ed eventi meteorologici estremi.

Il mercato delle tecnologie 4.0 e 5.0 applicate all’agricoltura vale oggi circa 2,5 miliardi di euro e interessa oltre 1 milione di ettari coltivati. Sensori, Internet of Things, intelligenza artificiale, sistemi di monitoraggio dello stress idrico e nuove tecniche di miglioramento genetico rappresentano gli strumenti su cui il settore punta per aumentare produttività e sostenibilità.

A frenare la diffusione dell’agricoltura digitale resta però il ritardo infrastrutturale. Nelle aree rurali la fibra ottica raggiunge soltanto il 44,5% delle famiglie, una quota inferiore alla media europea che limita l’adozione delle tecnologie più avanzate proprio nelle zone maggiormente esposte agli effetti della crisi climatica.

Per ridurre il digital divide, Coldiretti e Aiip hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a estendere la banda ultralarga nelle campagne, facilitare l’accesso ai finanziamenti pubblici e favorire gli investimenti delle imprese agricole nella trasformazione digitale.

L’obiettivo è rafforzare la competitività del settore attraverso infrastrutture e innovazione, rendendo la tecnologia uno degli strumenti chiave per garantire una gestione più efficiente delle risorse naturali e una maggiore resilienza del sistema agricolo anhe in funzione al clima che cambia.

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