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Agroalimentare, Lollobrigida: «Più controlli e maggiore efficacia grazie alla Cabina di Regia»

Più controlli, maggiore coordinamento tra le amministrazioni e una più elevata capacità di individuare frodi e irregolarità lungo la filiera. È questo il bilancio tracciato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, al termine della prima riunione ufficiale della Cabina di Regia sui controlli agroalimentari, organismo reso permanente con la legge sulla Tutela dell’Agroalimentare approvata lo scorso aprile.

Secondo il ministro, il nuovo modello consente di migliorare la collaborazione tra Forze dell’Ordine, enti ispettivi e organizzazioni agricole, individuando in modo più efficace i comparti a maggior rischio e riducendo le sovrapposizioni nei controlli. L’obiettivo è concentrare le verifiche sui soggetti che operano fuori dalle regole, evitando al tempo stesso inutili aggravi per le imprese corrette.

Controlli in crescita e più mirati

Nel quinquennio preso in esame, le attività ispettive nel comparto agroalimentare hanno registrato un aumento significativo. Parallelamente è cresciuta anche l’efficacia degli interventi, grazie a una maggiore integrazione tra gli organismi coinvolti.

Le attività sono state svolte da Icqrf, Carabinieri, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agea e Polizia di Stato, attraverso un modello organizzativo fondato sullo scambio di informazioni e sull’analisi preventiva del rischio.

Particolarmente rilevante l’incremento dei controlli congiunti, che vedono la partecipazione di più enti nello stesso intervento. Una modalità operativa che ha consentito di migliorare la capacità di intercettare frodi e comportamenti irregolari lungo le diverse filiere produttive.

Più irregolarità scoperte grazie all’analisi del rischio

L’aumento delle verifiche mirate ha portato a una crescita delle irregolarità accertate, dei sequestri e delle segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Nel settore della ristorazione etnica e nei comparti vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, le attività ispettive hanno evidenziato numerose violazioni, confermando la validità di un sistema che punta a selezionare i controlli sulla base di indicatori di rischio e non attraverso verifiche casuali.

Secondo il Masaf, il risultato dimostra una maggiore capacità di individuare le situazioni problematiche e di tutelare sia i consumatori sia gli operatori che rispettano le regole.

Lotta al caporalato con la piattaforma Cassandra

Tra le priorità della Cabina di Regia figura il contrasto al caporalato e al lavoro irregolare.

Per questo Agea ha sviluppato la piattaforma digitale Cassandra, che integra informazioni provenienti da diverse banche dati pubbliche e consente di individuare eventuali anomalie nelle aziende agricole attraverso controlli incrociati.

Il sistema attribuisce un indice di rischio alle imprese e permette agli organismi di vigilanza di programmare verifiche mirate nei casi considerati più sensibili. L’obiettivo è favorire l’emersione del lavoro nero e premiare le aziende che operano nel rispetto della normativa.

Registro unico per eliminare i controlli duplicati

Un ruolo centrale viene svolto anche dal Registro Unico dei Controlli Ispettivi (Ruci), strumento che consente agli enti coinvolti di condividere informazioni e di evitare duplicazioni nelle attività ispettive.

L’utilizzo della piattaforma è cresciuto costantemente negli ultimi anni, contribuendo a ridurre il cosiddetto controllo vessatorio, ossia la ripetizione di verifiche sugli stessi operatori senza una reale necessità.

Secondo il Ministero, l’integrazione delle banche dati e la cooperazione tra amministrazioni rappresentano uno degli elementi chiave per migliorare l’efficienza dell’intero sistema di vigilanza.

Il Piano operativo 2026

Durante la riunione è stato inoltre esaminato il nuovo Piano Operativo dei Controlli 2026, che introduce ulteriori misure di rafforzamento.

Tra le principali novità figurano l’estensione dei controlli congiunti rafforzati, con il coinvolgimento simultaneo di più enti di vigilanza, e l’inserimento del comparto delle conserve di pomodoro tra i settori oggetto di campagne ispettive dedicate.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai prodotti di importazione, con verifiche specifiche nei porti e nei principali punti di ingresso del Paese per accertare la tracciabilità delle merci, il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare e la presenza di eventuali residui non conformi.

Tutela del Made in Italy

Per il ministro Lollobrigida, il rafforzamento dei controlli rappresenta uno strumento fondamentale per difendere il Made in Italy agroalimentare, garantire la concorrenza leale tra imprese e assicurare ai consumatori elevati standard di qualità e sicurezza.

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