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Ai Impact Summit 2026: Urso, “È il momento dell’India per le imprese italiane”

Anche nel 2025, anno difficile per il commercio globale, il nostro export verso il mercato indiano ha registrato una crescita quasi del 10%. Possiamo ora puntare al raddoppio delle esportazioni nei prossimi tre anni, grazie all’accordo di libero scambio sottoscritto dall’Ue, atteso per fine 2026”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in visita al Padiglione Italia durante l’Ai Impact Summit a New Delhi.

Tra le imprese presenti al summit, figurano Sparkle, protagonista del progetto Blue Raman per il cavo dati sottomarino tra Mumbai e Genova, infrastruttura strategica per la connettività tra India, Mediterraneo ed Europa; Almaviva e Harmonic Innovation Group, attive nello sviluppo di soluzioni digitali avanzate; e Stellantis, recentemente entrata nella Fondazione Ai4I per rafforzare ricerca e applicazioni industriali dell’Ia.

Accanto ai grandi gruppi, diverse startup italiane operano già in India nei settori della salute digitale, e-commerce, Internet of Things e blockchain, confermando la capacità dell’ecosistema innovativo italiano di competere in ambiti ad alto valore tecnologico e di sviluppare partnership industriali su larga scala.

Il ministro Urso ha infine visitato il padiglione dell’Ai Hub for Sustainable Development, iniziativa promossa dal Mimit durante la Presidenza italiana del G7, dedicata all’adozione dell’Ia nei Paesi in via di sviluppo. Durante l’incontro con alcune startup dell’Hub, Urso ha ribadito il ruolo dell’Italia nella costruzione di partenariati industriali e tecnologici, nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa, a sostegno dello sviluppo sostenibile del continente.

Secondo il ministro, la riduzione dei dazi e la rimozione di ostacoli non tariffari aprono ampi spazi per i prodotti italiani, dalla meccanica al lusso, dall’auto all’alimentazione, inclusi vino e olio: “Questa è la nuova frontiera del Made in Italy”. Urso ha aggiunto: “L’Italia si conferma tra i grandi dell’export globale. Ora dobbiamo cogliere le opportunità dei mercati del Golfo Persico e del Sud-Est asiatico, lungo la ‘via del cotone’: Emirati, Golfo, Malesia, Filippine, fino all’Australia”.

 

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