Nel 2025 le aziende hanno impiegato in media 67 giorni per trasformare la liquidità investita nelle attività operative in incassi derivanti dalle vendite, mezzo giorno in più rispetto al 2024 e oltre tre giorni sopra la media dell’ultimo decennio. È quanto emerge dal rapporto annuale di Allianz Trade dedicato al capitale circolante delle imprese.
Secondo il leader mondiale dell’assicurazione del credito commerciale, il principale fattore alla base dell’allungamento del ciclo di conversione della liquidità è rappresentato dall’aumento delle scorte, segnale del progressivo passaggio dal modello “just-in-time” a quello “just-in-case”, orientato a rafforzare la resilienza delle supply chain in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e crescente frammentazione del commercio internazionale.
I Days Inventory Outstanding (Dio), che misurano il tempo medio di permanenza delle scorte in magazzino, hanno raggiunto 53 giorni nel 2025, un livello sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente ma nettamente superiore alla media pre-pandemia di 48 giorni. Secondo Allianz Trade, il Dio rappresenta ormai quasi l’80% del Cash Conversion Cycle, confermando come la gestione delle scorte sia diventata la principale leva del capitale circolante.
Più contenuta, invece, la dinamica dei Days Sales Outstanding (Dso). I tempi medi di incasso sono saliti a 56,5 giorni, appena 0,3 giorni in più rispetto al 2024, mantenendosi sostanzialmente stabili dal 2022 e ancora inferiori di circa tre giorni ai livelli precedenti alla pandemia.
L’analisi evidenzia inoltre una crescente divergenza tra i settori. In un quarto delle aziende il Cash Conversion Cycle è inferiore a 43 giorni, mentre in un altro 25% supera i 107 giorni. Tra i comparti che hanno registrato il maggiore peggioramento figurano i fornitori dell’automotive (+4 giorni), insieme ai settori carta, metalli e tessile (+3 giorni). All’opposto, hanno migliorato la gestione del capitale circolante i comparti dei mezzi di trasporto (-6 giorni), computer e telecomunicazioni (-4 giorni) ed energia (-3 giorni).
Per il 2026, Allianz Trade prevede un ulteriore moderato incremento del Cash Conversion Cycle. A incidere saranno il rafforzamento delle scorte strategiche, le politiche di sicurezza energetica e gli effetti delle tensioni geopolitiche, mentre la forte domanda di investimenti in intelligenza artificiale, data center, software e infrastrutture digitali dovrebbe contribuire a contenere l’aumento del capitale circolante in alcuni comparti tecnologici.
Secondo le stime del gruppo, un incremento di un giorno del Days Inventory Outstanding determina mediamente un aumento di 1,16 giorni del Cash Conversion Cycle globale, un impatto comunque inferiore rispetto allo shock registrato nel 2022, quando il ciclo di conversione della liquidità si allungò di circa cinque giorni.
«Le imprese stanno privilegiando la sicurezza delle catene di fornitura rispetto alla massima efficienza operativa», osserva Maxime Lemerle, Lead Analyst for Insolvency Research di Allianz Trade. «L’aumento delle scorte comporta maggiori esigenze di capitale circolante, ma offre una protezione più elevata contro interruzioni della supply chain e shock geopolitici».
