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Ambasciatore Kohout: “Praga e Roma, intensa cooperazione e nuovi traguardi”

Alla conclusione del suo mandato a Roma, l’ambasciatore Jan Kohout ripercorre i quasi quattro anni di intensa attività diplomatica, segnati dal consolidamento delle intese economiche, scientifiche e industriali tra i due Paesi.

Ambasciatore, lei è giunto alla fine del suo mandato. Dopo circa quattro anni di intenso lavoro diplomatico, che cosa lascia a Roma e che cosa porta a Praga?

Durante il mio mandato, si sono svolte diverse visite di vertice a forte orientamento economico nei settori energia, spazio, industria della difesa, trasporti, scienza e ricerca, tra cui spiccano la visita del Presidente Petr Pavel, quella del Ministro dei Trasporti Martin Kupka e la già citata visita del Primo Vice Primo Ministro Karel Havlíček. Il Presidente e i ministri erano sempre accompagnati da numerose delegazioni di imprenditori.

Siamo inoltre riusciti a istituire il Club degli Investitori Cechi in Italia, che creerà una piattaforma per lo scambio di opinioni ed esperienze sull’operare sul mercato italiano.

Nell’ambito della scienza e della ricerca, abbiamo garantito la partecipazione della Repubblica Ceca alla Notte Europea degli Scienziati a Roma nel 2025 e siamo stati molto lieti che il Consorzio EuPraxia, guidato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, abbia scelto l’Eli Beamlines Facility di Dolní Břežany per ospitare un acceleratore di plasma a laser. La presenza del sito EuPraxia presso l’Eli offre significativi vantaggi scientifici, tecnologici ed economici e rafforza la competitività dell’Europa nel campo della ricerca sui plasmi laser.

Desidero sottolineare l’eccellente collaborazione con la Camera di Commercio italo-ceca  che riunisce oltre 400 membri. Insieme siamo riusciti a consolidare ulteriormente le già ottime relazioni commerciali ed economiche bilaterali e la cooperazione imprenditoriale.

Oltre ai meravigliosi ricordi dell’Italia, porterò a Praga la ferma convinzione della grande vicinanza tra italiani e cechi e del grande potenziale per un avvicinamento ancora maggiore in futuro.

Parliamo di Europa, l’Ue è chiamata a rafforzarsi, puntando sulla diversificazione degli approvvigionamenti e sulla sicurezza energetica, la Repubblica Ceca è d’accordo?

Ci stiamo impegnando per massimizzare la diversificazione delle fonti energetiche. Negli ultimi tre anni, la Norvegia ha sostituito la Russia come principale fornitore di gas naturale alla Repubblica Ceca ed anche il petrolio russo. La Norvegia è così diventata il nostro secondo maggiore fornitore di petrolio dopo l’Azerbaigian.

Abbiamo contribuito all’ampliamento della capacità dell’oleodotto Transalpino Tal-Plus, che collega Trieste all’Austria e alla Germania, da dove si dirama verso il nostro Paese. Grazie a questo oleodotto, la Repubblica Ceca viene rifornita di petrolio esclusivamente attraverso la rotta occidentale, tramite l’oleodotto Tal. Le principali fonti di energia elettrica nella Repubblica Ceca sono le centrali nucleari e a lignite, che rappresentano rispettivamente circa il 42% e il 32% della produzione totale di elettricità. Le fonti a gas rappresentano il 5% della produzione totale. Il resto è costituito da fonti solari, centrali idroelettriche, biogas e biomassa.

La sicurezza energetica della Repubblica Ceca è legata all’energia nucleare?

Nel contesto globale, al momento non esiste una fonte energetica migliore in grado di soddisfare la crescente domanda di energia senza contribuire al degrado ambientale. Due unità nucleari della centrale di Dukovany saranno costruite da un’azienda coreana, vincitrice di una gara d’appalto internazionale. La prima unità della centrale di Dukovany dovrebbe essere completata nel 2036.

Siamo fortemente impegnati nello sviluppo di piccoli reattori modulari Smr.

Lo sviluppo economico ceco è strettamente legato all’export?

La Repubblica Ceca è un paese industrializzato la cui prosperità dipende dal commercio internazionale. La quota delle esportazioni sul prodotto interno lordo si aggira intorno al 70%. L’obiettivo prioritario del mio lavoro diplomatico era la diplomazia economica, ovvero sostenere le esportazioni ceche verso l’Italia e gli scambi commerciali reciproci, aiutare gli investitori cechi in Italia, promuovere la cooperazione industriale reciproca e, non ultimo, contribuire al rafforzamento della cooperazione reciproca nel campo della scienza e della ricerca.

In termini di esportazioni, l’Italia è stata il nostro settimo partner commerciale a nel 2025, con esportazioni ceche verso l’Italia pari a 9,7 miliardi di euro. Nello stesso anno ci siamo classificati al 15° posto per le esportazioni verso l’Italia, con esportazioni italiane verso la Repubblica Ceca pari a 8,7 miliardi di euro. Il volume degli scambi bilaterali si è mantenuto stabilmente elevato, raggiungendo i 18,4 miliardi di euro nel 2025.

 

Laura Rinaldi

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