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Analisi disinformazione, impatto economico globale da oltre 400 miliardi di dollari

Tra i fenomeni più rilevanti emergono 227 miliardi di dollari di spesa dei consumatori influenzata da recensioni online false, 11 miliardi legati a frodi e deepfake abilitati dall’intelligenza artificiale e 5,5 miliardi persi in truffe con criptovalute, come il cosiddetto “pig butchering”.

Lo studio, pubblicato da Sopra Steria, analizza per la prima volta in modo sistematico la dimensione economica globale della disinformazione. L’impatto stimato si articola in tre categorie principali: 393 miliardi di dollari di flussi finanziari deviati, 10 miliardi di dollari di impatti sociali e 14 miliardi di dollari di costi politici, comprendenti la spesa pubblica destinata a contrastare interferenze informative e proteggere i processi democratici.

La metodologia dello studio, aperta e riproducibile e ispirata agli approcci dell’Ipcc, combina meta-analisi, casi documentati e modellizzazione economica per stimare l’impatto complessivo. La disinformazione emerge così non solo come una questione politica, ma come un rischio economico concreto per aziende, mercati e istituzioni.

Negli ultimi anni, la diffusione dei social media e l’uso dell’intelligenza artificiale generativa hanno amplificato il fenomeno, rendendolo più professionale e strutturato. Sopra Steria stima che l’IA abbia aumentato l’impatto economico della disinformazione con un effetto moltiplicatore tra il 15% e il 20%.

Lo studio evidenzia anche un forte squilibrio tra chi diffonde disinformazione e chi cerca di contrastarla. Ad esempio, Meta avrebbe generato 16,4 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari da contenuti fraudolenti, mentre il budget globale per il fact-checking non supera i 100 milioni di dollari, di cui circa il 45% finanziato dalla stessa Meta.

Il settore finanziario risulta particolarmente vulnerabile: esso dipende da fiducia e informazioni, entrambe esposte alle campagne di disinformazione, e le istituzioni finanziarie sono al centro dei flussi economici globali, dai pagamenti all’e-commerce, dagli investimenti al credito.

In risposta a questa industrializzazione della manipolazione dell’informazione, Sopra Steria richiama alla necessità di sviluppare una resilienza informativa europea, coinvolgendo aziende, istituzioni, ricercatori ed esperti. Come avvenuto vent’anni fa con la cybersicurezza, le organizzazioni devono integrare la disinformazione nelle strategie di gestione del rischio, sviluppando capacità di monitoraggio, rilevazione e risposta alle campagne di manipolazione.

 

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