Analizzando nel dettaglio il mercato di ottobre 2024, nel mese sono stati rilasciati 2.241 libretti di circolazione di nuovi autocarri (+0,2% rispetto ad ottobre 2023) e 1.203 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (-4,5%), suddivisi in 140 rimorchi (+10,2%) e 1.063 semirimorchi (-6,2%).
Nei primi dieci mesi del 2024 si contano 25.046 libretti di circolazione di nuovi autocarri, il 2,7% in più rispetto ai primi dieci mesi del 2023, e 11.466 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (-13,5% rispetto a gennaio-ottobre 2023), così ripartiti: 1.147 rimorchi (+1,1%) e 10.319 semirimorchi (-14,9%).
Per gli autocarri, nei primi dieci mesi del 2024, tutte le aree geografiche del Paese presentano una variazione positiva: +6,7% il Nord-Est, +2,4% il Nord-Ovest e rialzi più contenuti nell’area Sud e Isole (+0,3%) e nelle regioni del Centro (+0,2%).
Per classi di peso, a gennaio-ottobre 2024 i veicoli sopra le 3,5 e fino a 5 tonnellate registrano ancora la crescita più significativa (+127%), seguiti dai veicoli sopra le 12,5 e fino a 16 tonnellate (+15,4%) e dai veicoli pesanti sopra le 16 tonnellate (+2,2%). In calo, invece, i veicoli sopra le 5 e fino a 8 tonnellate (-3,5%) e i veicoli sopra le 8 e fino a 12,5 tonnellate (-1,7%).
Nei primi dieci mesi del 2024, gli autocarri rigidi risultano in crescita del 7,4%, mentre i trattori stradali chiudono a -1,6%. Nello stesso periodo, mantengono una crescita a doppia cifra i veicoli da cantiere (+25,1%), mentre la variazione è pressoché stabile per i veicoli stradali (+0,5%).
Analizzando il mercato per alimentazione, nei primi dieci mesi del 2024 la quota di mercato dei veicoli alimentati a gas risulta dell’1,9% (stessa quota di gennaio-ottobre 2023), per un totale di 465 unità, mentre gli autocarri elettrici e ibridi gasolio/elettrico rappresentano lo 0,8% del totale (era l’1,4% nei primi dieci mesi del 2023).
“Il forte rallentamento nel trend di immatricolazioni dei veicoli commerciali registrato nel mese di ottobre testimonia ancora una volta l’inconciliabilità di politiche discontinue e incerte per un settore chiamato ad affrontare la sfida della transizione ecologica – commenta Luca Sra, Delegato Anfia per il trasporto merci.
Risulta pertanto incomprensibile la scelta dell’Esecutivo di tagliare i fondi già stanziati e destinati al settore automotive, facendo così mancare il supporto alle piccole e medie imprese che investono in veicoli commerciali di ultima generazione, la cui produzione in Italia rappresenta un’eccellenza europea.
Similarmente, – prosegue Sra – si esprime disappunto per il mancato recepimento nel disegno di legge di bilancio attualmente in discussione di uno stanziamento congruo per l’autotrasporto, come già richiesto dalle principali associazioni automotive e del settore. Affinché si possa rispondere alla sfida della decarbonizzazione, sarà infatti necessario incrementare le risorse disponibili per il comparto destinandole alla strutturazione di un fondo pluriennale che supporti le aziende nel rinnovo del parco circolante con mezzi a basse e zero emissioni, a cominciare dalle motorizzazioni a gas naturale compresso o liquefatto o quelle diesel di ultima generazione, entrambe compatibili con i rispettivi biocarburanti – biometano e Hvo. Contestualmente, si rinnova l’invito a valutare la reintroduzione di agevolazioni fiscali per gli investimenti in beni strumentali veicolari sostenibili” – conclude.
