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Anfia: piano incentivi presentato al Tavolo Sviluppo Automotive sosterrà la domanda nei prossimi mesi

Aumento degli importi unitari per l’acquisto delle auto elettriche, progressività del bonus in funzione della classe Euro del veicolo rottamato ed estensione degli incentivi a tutte le persone giuridiche eccetto i concessionari sono misure chiave per la decarbonizzazione e il rinnovo del parco circolante.

A gennaio 2024, il mercato italiano dell’auto totalizza 141.946 immatricolazioni (+10,6%)1 contro le 128.329 registrate a gennaio 2023.

Il mercato auto italiano apre il 2024 in crescita (+10,6%) – afferma Roberto Vavassori, Presidente di Anfia – anche grazie ad un giorno lavorativo in più rispetto a gennaio 2023 (22 giorni contro 21), dopo il rallentamento del trend positivo registrato lo scorso dicembre (+5,9%). Siamo fiduciosi che il nuovo piano incentivi presentato questa mattina in occasione dell’incontro plenario del Tavolo Sviluppo Automotive, nei prossimi mesi possa sostenere la domanda, contribuendo al raggiungimento di un livello fisiologico delle immatricolazioni nel 2024. Bene per l’aumento degli importi unitari per l’acquisto delle auto elettriche, per la progressività del bonus in funzione della classe Euro del veicolo rottamato e per l’estensione degli incentivi a tutte le persone giuridiche con l’eccezione dei concessionari – misure fondamentali nella direzione della graduale decarbonizzazione e del rinnovo del parco circolante. Auspichiamo che sia rapido l’iter di pubblicazione del Dpcm che disciplinerà il nuovo schema di incentivazione, così da rendere presto effettive le misure. Parallelamente alle azioni sulla domanda, prosegue il lavoro dei cinque sotto-tavoli dedicati alle misure per la filiera in ambito produzione, efficientamento produttivo, ricerca e sviluppo, formazione e occupazione, transizione della componentistica, con l’obiettivo di costruire in Italia 1 milione di veicoli e i loro componenti”.

“Questo nuovo Piano degli incentivi per il settore automotive poggia su tre pilastri: lo svecchiamento del parco auto italiano, uno dei più vecchi in Europa; il sostegno alla domanda delle persone con redditi più bassi; il rilancio della produzione di veicoli in Italia. Questo approccio si basa sulla convinzione che sia necessario un profondo cambiamento di rotta rispetto agli anni precedenti” – ha affermato il ministro Adolfo Urso – “Più sostenibilità ecologica, con uno sguardo alla sostenibilità sociale, vista la particolare attenzione riservata alle famiglie a basso reddito e alle imprese della filiera nazionale, parte fondamentale del nostro Made in Italy”.

 

Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni

 

 per alimentazione2, le autovetture a benzina vedono il mercato di gennaio in aumento del 26,7%, con quota di mercato al 30,5%; mentre le diesel calano dell’8,7% con quota al 15,4%.

Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano, nel solo mese di gennaio, il 54% del mercato, con volumi in crescita del 9,4% rispetto a quelli di gennaio 2023. Tra queste, le autovetture elettrificate (Bev e vetture ibride di tutti i tipi) rappresentano il 42,9% del mercato di gennaio, in aumento del 7,6%. Le ibride mild e full crescono del 14,2%, con una quota del 37,9%. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili (Bev+Phev) calano del 25,3% a gennaio e rappresentano il 5% del mercato del mese (in calo di 2,4 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2023): nel dettaglio, le auto elettriche hanno una quota del 2,1% e le vendite calano dell’11,1%. Calano anche le ibride plug-in (-33,1%), che rappresentano il 2,9% delle immatricolazioni del primo mese del nuovo anno. Infine, le autovetture a gas rappresentano l’11,1% dell’immatricolato di gennaio, quasi interamente composto da autovetture Gpl (in incremento: +17,5% nel mese). Le autovetture a metano, che nel mese diminuiscono del 22,4%, non raggiungono lo 0,2%.

Secondo l’indagine Istat, a dicembre 2023 si stima un aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2010=100), che passa da 103,6 a 106,7, sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (Iesi), da 103,5 a 107,2. In riferimento al clima di fiducia dei consumatori, l’indice relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli, tra cui l’automobile, risulta in crescita rispetto a novembre (da -79,2 a -72,6). Secondo le stime preliminari Istat, a gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua (da +0,6% del mese precedente). L’accelerazione su base tendenziale dell’inflazione è dovuta all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,7% a +4,3%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +7,0% a +7,5%) e alla diminuzione della flessione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -41,6% a -21,4%). Nell’ambito degli Energetici non regolamentati, la dinamica tendenziale dei prezzi si attesta al -21,2% (da -21,1% di dicembre; +0,3% il congiunturale). Questo andamento riflette l’evoluzione dei prezzi dell’Energia elettrica mercato libero (da -50,7% a -45,1%), quelli del Gas di città e gas naturale mercato libero (da -41,3% a -39,5%) e quelli del Gasolio per riscaldamento (da -6,2% a -5,0%). Al contrario, decelerano i prezzi della Benzina (da +5% a -1,2%; -0,4% il congiunturale) e ampliano la flessione quelli del Gasolio per mezzi di trasporto (da -0,5% a -5,9%; -1% su base mensile) e quelli degli Altri carburanti (da -14,4% a -15,2%; -0,6% sul mese).

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