L’iniziativa rappresenta il primo esempio strutturato in Italia di partenariato pubblico-privato finalizzato all’identificazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e allo sviluppo di modelli avanzati per intercettare operazioni sospette. Il progetto ha coinvolto attori chiave come Guardia di Finanza, Direzione Investigativa Antimafia, Banca d’Italia e Unità di Informazione Finanziaria.
Elemento centrale è lo sviluppo di algoritmi basati su intelligenza artificiale, sperimentati direttamente da Intesa Sanpaolo, che hanno consentito di individuare oltre 30 casistiche di potenziali frodi fiscali sul territorio nazionale, in particolare legate a schemi di false fatturazioni. L’approccio adottato si basa sulla condivisione di dati e competenze tra soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di migliorare la capacità predittiva e di intervento.
Il progetto, avviato in Piemonte e Valle d’Aosta, ha posto le basi per un’estensione su scala nazionale. A seguito dei risultati ottenuti, Banca d’Italia, Unità di Informazione Finanziaria e Associazione Bancaria Italiana hanno promosso l’avvio di una collaborazione più ampia, coinvolgendo le principali banche italiane.
Il contesto normativo europeo, in evoluzione sul fronte dell’antiriciclaggio, favorisce ulteriormente queste sinergie. Come sottolineato dal presidente dell’Afc Digital Hub Piero Boccassino, le nuove regole permetteranno agli istituti di credito di condividere informazioni sui clienti a maggior rischio, aprendo a modelli di cooperazione sistemica più efficaci contro una criminalità sempre più sofisticata e interconnessa.
Il progetto evidenzia anche il ruolo della collaborazione con il mondo accademico, grazie al contributo del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino, che hanno supportato lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche. Un ecosistema integrato che unisce ricerca, finanza e istituzioni per affrontare in modo innovativo i rischi emergenti.
