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Aquileia, il ritorno del Vangelo di Marco racconta l’Europa medievale

Aquileia torna al centro della storia culturale europea con un evento destinato a richiamare l’attenzione del mondo accademico, delle istituzioni e del turismo culturale. Per la prima volta dopo quasi sette secoli, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale, saranno riunite ad Aquileia, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia, insieme a un’ampia rete di istituzioni italiane e ceche.

L’elemento più significativo dell’iniziativa è il prestito del frammento conservato nel Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga e nel Tesoro della Cattedrale, considerato patrimonio indivisibile dello Stato ceco. Si tratta di una concessione eccezionale: è infatti la prima volta che questo prezioso manoscritto lascia il territorio della Repubblica Ceca, a conferma del valore internazionale dell’operazella città friulana che ne custodì a lungo la storia.

La mostra Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”, allestita a Palazzo Meizlik, rappresenta il risultato di un complesso progetto di diplomazia culturale coordinato dalla Fondazioione e della fiducia costruita attraverso un lungo percorso di collaborazione istituzionale.

La scelta di Aquileia non è soltanto simbolica. Nell’alto Medioevo il Patriarcato di Aquileia rappresentava la più vasta diocesi d’Europa e uno dei principali snodi religiosi, politici e culturali del continente, ponte tra Roma, Bisanzio, il Sacro Romano Impero e il mondo slavo. Una centralità storica che oggi si rinnova grazie a un progetto capace di mettere in relazione istituzioni civili, religiose e museali di diversi Paesi, valorizzando il ruolo del sito Unesco come piattaforma di cooperazione culturale europea.

Più che un semplice manoscritto, il Vangelo di Marco costituisce una delle più importanti testimonianze della cultura medievale. Per secoli ritenuto autografo dell’Evangelista, gli studi ne collocano la realizzazione nel VI secolo. Conservato a lungo ad Aquileia, il codice fu successivamente smembrato e le sue parti seguirono percorsi differenti, fino a essere custodite in sedi diverse. La mostra ricompone idealmente e fisicamente questa storia, offrendo al pubblico un’occasione irripetibile per rileggere un capitolo fondamentale della memoria europea.

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio culturale come leva di sviluppo territoriale e di attrattività internazionale.

Il progetto espositivo e il programma delle iniziative scientifiche e divulgative saranno presentati alla stampa italiana e internazionale nel corso di un appuntamento a Roma, il 10 settembre 2026

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