L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) si avvicina al decimo anno di attività confermando il proprio ruolo nella tutela degli investitori.
Nel 2025 sono stati presentati 760 ricorsi, dei quali 585 ammessi all’esame del Collegio. Le decisioni adottate sono state 869 e il 42,7 per cento dei ricorsi è stato accolto, con risarcimenti complessivi pari a 7,6 milioni di euro.
Dall’avvio dell’attività, nel 2017, l’Acf, organismo istituito dalla Consob, ha definito quasi 12.500 controversie, accogliendo oltre il 60 per cento dei ricorsi e riconoscendo indennizzi complessivi per 172 milioni di euro. Dopo il picco registrato nel primo anno di operatività, il numero delle controversie è progressivamente diminuito, segnale di un miglioramento nei rapporti tra intermediari finanziari e clientela e di una maggiore efficacia delle attività di prevenzione dei conflitti.
La distribuzione territoriale dei ricorsi evidenzia una prevalenza del Nord Italia, che concentra oltre la metà delle domande, con la Lombardia in testa, seguita da Emilia-Romagna e Lazio. Più contenuto il peso del Mezzogiorno, mentre le richieste provenienti dall’estero restano marginali.
Sul piano demografico emerge una netta prevalenza di ricorsi presentati da uomini rispetto alle donne, confermando un divario nella gestione degli investimenti finanziari. La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra i 55 e i 64 anni, mentre la minore presenza dei giovani riflette una ridotta capacità di destinare risorse al risparmio e agli investimenti.
Guardando al futuro, il presidente dell’Acf, Gianpaolo Barbuzzi, ha prospettato un ampliamento delle competenze dell’organismo, includendo la conciliazione e le controversie societarie, fino all’ipotesi di un arbitro unico che riunisca le funzioni dell’Acf, dell’Arbitro Bancario Finanziario e dell’Arbitro Assicurativo, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema di tutela dei risparmiatori.
La relazione richiama anche l’attenzione sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla crescente quantità di informazioni finanziarie disponibili online, il rafforzamento dell’educazione finanziaria e dell’alfabetizzazione digitale rappresenta, infatti,uno strumento essenziale per aiutare i piccoli investitori a orientarsi sui mercati e contrastare il rischio di disinformazione.
