Le città italiane accelerano sulla transizione ambientale, ma il percorso resta a due velocità. È la fotografia più recente dell’Istat sull’ambiente urbano, con dati 2024 pubblicati nel 2026: nei Comuni capoluogo crescono fotovoltaico, mobilità elettrica e infrastrutture ciclabili.
Il fotovoltaico segna un nuovo record: la potenza installata cresce del 19,8% e la produzione del 16,1%. Ancora più forte la dinamica dell’autoconsumo, balzato del 43,4% a 86,4 kWh per abitante. Anche la rete di ricarica per veicoli elettrici cresce rapidamente (+36,1%). Sul fronte della mobilità, metà degli autobus in servizio nei capoluoghi non è più alimentata a gasolio; elettrici e ibridi aumentano del 54,9%. La domanda di trasporto pubblico, tuttavia, resta inferiore ai livelli del 2019 (-8,2%), con un divario ancora marcato tra Nord e Mezzogiorno.
Avanza anche la mobilità dolce: la rete ciclabile supera i 6.000 chilometri, in aumento del 5,6%, mentre il bike sharing torna a crescere. Sul fronte energetico, i punti luce a Led raggiungono il 75,5% del totale, con un incremento dell’8,5% in un anno.
Il punto critico resta però la gestione dei rifiuti. Nel 2024 l’Italia ne ha prodotti 29,9 milioni di tonnellate, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente, mentre nei capoluoghi la produzione pro capite è salita a 546,2 chilogrammi, il massimo degli ultimi cinque anni. La raccolta differenziata migliora, arrivando al 67,7% a livello nazionale, ma nei capoluoghi si ferma al 58,4%.
Anche la qualità dell’aria resta un problema economico e sanitario della transizione verde, gli obiettivi intermedi dell’Oms per Pm2,5 e Pm10 sono superati rispettivamente in 74 e 75 capoluoghi.
Parallelamente, 68 città hanno avviato o completato interventi di forestazione urbana, per quasi 16 milioni di metri quadrati.
