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Aria più pulita, l’Italia recepisce la direttiva Ue: nuovi limiti dal 2030, piani di risanamento più rapidi e maggiore ruolo per Regioni

L’Italia aggiorna la propria strategia sulla qualità dell’aria. Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, introducendo un nuovo quadro normativo per rafforzare prevenzione, monitoraggio e interventi contro l’inquinamento atmosferico.

Il provvedimento, attuativo dei criteri previsti dalla legge di delegazione europea 2024, punta a superare alcune criticità emerse nell’applicazione delle regole attuali e a costruire un sistema più coordinato tra istituzioni nazionali e territori.

“Con questo provvedimento rafforziamo il quadro nazionale di prevenzione e contrasto all’inquinamento – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto mettendo a disposizione più strumenti per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Nuovi standard per gli inquinanti più critici

Tra le principali novità introdotte dal decreto figurano limiti più severi per i principali inquinanti atmosferici, in linea con il percorso europeo verso un miglioramento progressivo della qualità dell’aria.

Le nuove soglie riguarderanno in particolare:

  • particolato fine Pm2,5;
  • particolato Pm10;
  • biossido di azoto (No₂);
  • biossido di zolfo (So₂).

I nuovi valori entreranno in applicazione dal 2030, secondo il calendario previsto dalla normativa europea.

Piani di qualità dell’aria più rapidi e vincolanti

Il decreto interviene anche sugli strumenti di pianificazione. In caso di superamento dei valori limite, i piani di qualità dell’aria dovranno essere adottati entro tempi definiti e dovranno garantire il ritorno entro i parametri stabiliti nel più breve periodo possibile.

Viene introdotto inoltre il meccanismo delle tabelle di marcia, uno strumento pensato per accompagnare territori e amministrazioni nel percorso di riduzione progressiva delle emissioni e di raggiungimento degli obiettivi europei.

Regioni protagoniste, cittadini più informati

Il nuovo sistema conferma il ruolo centrale di Regioni ed enti locali, chiamati a tradurre gli obiettivi nazionali in misure concrete sui territori, dove spesso si concentrano le maggiori criticità ambientali.

Parallelamente viene rafforzato il diritto dei cittadini a informazioni più tempestive e accessibili sulla qualità dell’aria, attraverso strumenti di comunicazione più chiari e aggiornati.

Una particolare attenzione viene dedicata anche agli ambienti indoor, con riferimento a luoghi sensibili come scuole, uffici e ospedali. Il decreto introduce valori di riferimento per alcuni inquinanti e procedure specifiche per la valutazione e gestione del rischio.

Sfida sanitaria e ambientale

La nuova disciplina inserisce la qualità dell’aria tra le priorità strategiche della politica ambientale e sanitaria italiana.

“L’obiettivo è costruire un sistema più moderno e coordinato, capace di coniugare gli impegni europei con le esigenze dei territori – ha commentato il ministro Pichetto –. La qualità dell’aria rappresenta una priorità sulla quale continueremo a investire con strumenti concreti e con il contributo di tutti i livelli istituzionali”.

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