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Arte, Giuli: «Il ritorno della Minerva ad Arezzo simbolo di concordia istituzionale»

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inaugurato al Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”, alla presenza del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, del Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale Alfonsina Russo, del Direttore generale del Piano Olivetti per la cultura Stefano Lanna, della Direttrice regionale Musei nazionali della Toscana Carlotta Paola Brovadan e del Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze Daniele Federico Maras.

Il ministro Giuli ha sottolineato come il rientro della Minerva rappresenti un elemento di concordia tra istituzioni e l’inizio di un percorso comune di valorizzazione culturale e partecipazione delle comunità, coerente con la filosofia del Piano Olivetti, che trasforma il patrimonio in fattore di coesione sociale e sviluppo territoriale. La mostra, primo appuntamento del progetto nazionale Semi di comunità, sarà aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026 e comprende un ricco calendario di eventi, laboratori, seminari e attività rivolte a scuole, cittadini, associazioni e professionisti, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità locali. L’esposizione non si limita al prestito della statua, ma include interventi di rinnovamento strutturale e museografico del Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate”, migliorando accessibilità e qualità degli spazi e rappresentando un investimento duraturo sul territorio coerente con le strategie di valorizzazione sostenibile del MiC.

La Minerva, alta 150,5 cm e con spessore medio del bronzo di 4,5 mm, raffigura Atena/Minerva con chitone, himation, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio, ed è riconducibile a un originale ellenistico dei primi decenni del III secolo a.C., probabilmente di produzione italica o magnogreca. Il nuovo allestimento permette di contestualizzare il ritrovamento nella domus di San Lorenzo e nella più ampia Arezzo romana, valorizzando mosaici, pavimenti, decorazioni e reperti archeologici, e restituendo alla Minerva il ruolo di catalizzatore di identità culturale, memoria collettiva e attrattore di valore economico e sociale per il territorio.

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