È questo il tema centrale della sesta edizione della Scuola estiva della Corte dei conti europea, svoltasi dal 9 al 12 giugno presso l’Università di Malta a La Valletta.
L’iniziativa, avviata nel 2018, ha riunito oltre 120 partecipanti tra auditor, rappresentanti delle istituzioni superiori di controllo degli Stati membri e dei Paesi candidati all’adesione, esponenti delle amministrazioni nazionali, accademici, professionisti e rappresentanti di organismi internazionali.
La scuola estiva ha offerto un confronto sulle principali sfide che l’Unione europea è chiamata ad affrontare: dalle conseguenze dell’instabilità geopolitica e macroeconomica all’impatto delle tecnologie emergenti, fino al finanziamento delle nuove priorità in materia di difesa, sicurezza e autonomia strategica.
La Corte dei conti europea ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le Istituzioni superiori di controllo nazionali (Isc) e con gli organismi professionali internazionali per garantire un’attività di audit efficace e coerente. Un ruolo centrale è stato riconosciuto anche alla cooperazione con il mondo accademico, finalizzata allo sviluppo delle metodologie di controllo, alla ricerca e alla diffusione delle competenze.
I lavori si sono aperti con una riflessione sul tema della competitività, dell’efficienza e dell’efficacia delle politiche pubbliche europee, ponendo interrogativi sul futuro dell’Europa in uno scenario caratterizzato da incertezza economica, tensioni internazionali e rapidi cambiamenti tecnologici.
Nel corso dei quattro giorni di lavori si sono alternati otto interventi principali e otto tavole rotonde, con oltre 30 relatori provenienti da istituzioni europee, Nazioni Unite, autorità nazionali, settore finanziario, università, think tank, forze armate e organismi di controllo.
Tra i temi affrontati, la trasformazione della governance economica e di bilancio dell’Ue alla luce delle nuove pressioni geopolitiche. I partecipanti hanno discusso di come l’aumento dell’incertezza internazionale stia modificando le priorità di spesa europee, spostando l’attenzione da coesione e crescita verso sicurezza, resilienza e capacità strategica.
Particolare attenzione è stata dedicata agli investimenti in difesa e sicurezza, settori nei quali l’audit pubblico presenta sfide specifiche legate alla necessità di conciliare trasparenza, urgenza decisionale, riservatezza e gestione del rischio.
Un altro ambito di confronto ha riguardato l’impatto delle nuove tecnologie, in particolare intelligenza artificiale, calcolo quantistico e sicurezza informatica, e il modo in cui questi strumenti stanno modificando la gestione delle risorse pubbliche e l’organizzazione delle amministrazioni.
La discussione ha coinvolto anche il futuro del sistema di controllo europeo in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2028-2034, con l’obiettivo di individuare modelli di audit adeguati alla crescente complessità della governance multilivello europea.
Durante i lavori è emersa inoltre la necessità di rafforzare il ruolo del controllo di gestione e della valutazione d’impatto, superando una visione dell’audit limitata alla sola verifica della regolarità finanziaria. Secondo i partecipanti, il controllo pubblico deve diventare sempre più uno strumento per migliorare le politiche, favorire l’apprendimento istituzionale e aumentare la qualità della pubblica amministrazione.
La Scuola estiva 2026 della Corte dei conti europea è stata organizzata in collaborazione con l’Università di Malta e con il sostegno del ministero delle Finanze e dell’Ufficio nazionale di audit maltese.
