La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha evidenziato la necessità che l’Ue rafforzi la propria difesa. Questo settore è inoltre diventato un tema centrale per la Corte. Quale revisore esterno dell’Ue, l’obiettivo ultimo della Corte è contribuire a migliorare il funzionamento dell’ue.
Circa 8 europei su 10 sono preoccupati per la difesa e la sicurezza dell’Ue nei prossimi cinque anni. Circa la stessa percentuale è inoltre favorevole ad una politica di sicurezza e difesa comune dell’Ue. Anche se la Corte dei conti europea non decide le politiche dell’Ue, la sua attività di audit mira ad accrescere la fiducia dei cittadini nelle politiche di spesa dell’Ue; la Corte attribuisce quindi grande importanza all’opinione pubblica.
L’importanza di una politica può spesso essere misurata dall’entità delle risorse ad essa destinate. Dalla conferenza sulla difesa organizzata di recente dalla Corte è emerso quanto l’entità della spesa abbia un peso enorme. La difesa è diventata più importante negli ultimi anni, le risorse di bilancio ad essa destinate sono cresciute e questa tendenza è destinata a continuare nel prossimo futuro.
La Corte dei conti ha destinato 131 miliardi di euro a difesa, sicurezza e spazio e ha proposto di decuplicare la dotazione per la mobilità militare, ammontante attualmente a 1,7 miliardi di euro.
L’azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa dell’Ue, che dispone di una dotazione di 90 milioni di euro. La Corte ha avvertito che il programma è stato solo parzialmente utile per preparare l’Ue a un aumento significativo della spesa Ue per la difesa e a spianare la strada al Fondo europeo per la difesa (Fed), che ha una dotazione di 8 miliardi di euro. Un messaggio importante era che l’Ue non disponeva ancora di una strategia a lungo termine per il Fed, sebbene la Commissione europea e l’Agenzia europea per la difesa avessero tratto insegnamenti utili su come gestire i progetti cooperativi di ricerca in materia di difesa.
La Corte è giunta alla conclusione che le risorse di bilancio a tal fine sono relativamente modeste, ma gli Stati membri hanno accolto positivamente tali finanziamenti come un passo nella direzione giusta. La Corte ha constatato che non era ancora possibile spostare rapidamente personale militare, equipaggiamenti e forniture con breve preavviso e su larga scala all’interno e all’esterno dell’Ue.
