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Aumenta il numero di società che escono dal mercato Egm

KT&Partners, boutique finanziaria guidata dal Ceo Kevin Tempestini e attiva nell’advisory in ambito Investment Banking (Ipo Advisory, M&A Advisory, ricerca di partner finanziari, Debt Advisory) e Capital Markets (Equity Research e Investor Relations), ha pubblicato lo studio “Egm Report Update: After a Stormy 2022, What is in Store for 2023?”, che analizza l’andamento dei principali trend del mercato Euronext Growth Milan (Egm) nel 2022 rispetto agli indici globali, performance azionarie delle società quotate, trend del mercato primario e delisting.

Il report evidenzia come, l’andamento dei mercati nel 2022 è stato caratterizzato da una volatilità significativa, principalmente sulla scia di diversi eventi macroeconomici che hanno influenzato lo scenario globale, come il diffondersi delle nuove varianti COVID-19, la guerra tra Russia e Ucraina, l’aumento dell’inflazione, con la conseguente adozione di una politica monetaria restrittiva da parte delle principali banche centrali. Dopo l’inversione di tendenza registrata tra ottobre e novembre, grazie ad un sentiment di mercato più positivo, lo scenario di incertezza emerso a dicembre – a causa delle rinnovate preoccupazioni per i casi di COVID-19 in Cina – ha portato a una nuova flessione.

Nel 2022 tutti i principali indici globali hanno registrato una performance negativa. Lo Stoxx  Europe 50 ha registrato la minor perdita con una performance del -4,36% nel 2022 (+3,12% dopo l’inizio della guerra). L’S&P 500 è stato l’indice globale con la peggiore performance, in calo del -20,04% nel 2022 (o -11,16% dopo l’inizio della guerra), conseguendo la peggiore flessione dalla crisi finanziaria globale del 2008. Per quanto riguarda i mercati italiani, il FTSE MIB ha registrato la performance meno negativa con -12,03% nel 2022 (-3,31% dopo lo scoppio della guerra), anche grazie al forte rialzo di ottobre-novembre (+19,2%), mentre il sell-off più elevato si è concentrato sul FTSE Italia STAR, che è sceso del -27,71% nel 2022 (o -12,22% dopo l’inizio della guerra).

Nel 2022, l’indice Ftse Italia Growth è sceso del -19,49% (-6,13% dopo lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina) e soltanto il 23,4% delle società quotate su EGM (44 su 188)   ha registrato nell’anno una performance positiva. Il settore Beni di Consumo è stato l’unico a registrare una performance positiva, pari in media al +0,5%;  il settore Energy&Utilities ha limitato le perdite al -3,5%, mentre tutti gli altri settori hanno subito un calo a doppia cifra, con l’Health Care che è stato il più colpito, registrando una performance negativa del -33,9%. Con riferimento alla liquidità, tra i mercati italiani l’Egm ha subito il peggior calo in termini di controvalore, pari al -34,9% (€3,0 mld), unito a una flessione del -17,6% relativa ai volumi scambiati (1,3mln).

Nel 2022 si sono quotate sul mercato Egm 26 società – di cui 8 a dicembre – rispetto alle 42 quotazioni del 2021.  Il capitale complessivamente raccolto nel 2022 è stato di €140,8 mln (€283,3 mln inclusa l’Ipo di Technoprobe) rispetto ai €453,3 mln nel 2021,  con una raccolta di capitale media pari a €5,9 mln  (in calo rispetto ai €10,8 mln nel 2021). Relativamente alla performance dall’IPO, le nuove società quotate nel 2022 hanno registrato in media una performance del +10,1% con oltre la metà delle quotazioni del 2022 (14 su 26) che ha registrato un trend positivo.

Nel 2022, 8 società si sono delistate dal mercato Egm, +3 rispetto al 2021 e +4 rispetto al 2020. Più della metà (5) ha lasciato la Borsa per effetto di un’Opa promossa da un partner industriale o da un istituto finanziario (Sourcesense, Giorgio Fedon, Assiteca, Siti – B&T Group ed Energica Motor Company), 2 società sono state revocate per mancanza di requisiti (Sirio e Vetrya) e una si è delistata su base volontaria (Costamp Group). Soltanto le 5 società delistate a seguito di un’Opa hanno registrato, in media, una performance del titolo positiva nei 3 anni precedenti la data dell’annuncio di delisting (+54,5%), mentre le società prive dei requisiti o che hanno effettuato il delisting su base volontaria hanno registrato -80,2% e -75,2% nello stesso periodo. Si segnala che le Opa del 2022 sono state promosse con un premio medio del +108% rispetto al prezzo dell’Ipo o del +41% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura prima dell’annuncio del delisting. Inoltre, altre tre società potrebbero essere oggetto di delisting nei prossimi mesi: Nice Footwear e Finlogic (a seguito dell’annuncio dell’Opa, rispettivamente da parte di Palladio Holding e Credem) e Portale Sardegna (a seguito di una possibile fusione per incorporazione in Destination Italia).

Kevin Tempestini, Founder e Ceo di KT&Partners, ha commentato: “Nonostante il 2022 sia stato caratterizzato da una forte incertezza, l’accelerazione finale di dicembre sul mercato primario fa ben sperare per il 2023, soprattutto alla luce degli incentivi per le Pmi, le quali potranno usufruire del credito di imposta sui costi di quotazione, pari a un massimo di 500 mila euro per operazione, rispetto ai precedenti 200 mila euro. Questa misura, approvata dalla Legge di Bilancio 2023, potrebbe dare un nuovo impulso alle Ipo, in particolare sull’Egm. Inoltre, gli investimenti che sono stati posticipati a causa della forte volatilità dell’anno passato potrebbero finalmente sbloccarsi e favorire la ripresa degli indici così come il numero di quotazioni in Borsa. L’apprezzament mediamente in doppia cifra dei titoli quotati nel 2022, lascia ritenere come la quotazione rappresenti sempre un valore aggiunto per le imprese che hanno ulteriori margini di crescita”.

 

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