A gennaio, l’import di autoveicoli nuovi registra una crescita dell’8,5% rispetto allo stesso mese del 2025, trainato dalle autovetture (+12,7%), mentre i veicoli industriali segnano un calo del 16,9%. Sul fronte opposto, l’export complessivo risulta in flessione del 12,8%, con una contrazione significativa delle autovetture (-17,6%) solo parzialmente compensata dalla crescita dei veicoli industriali (+5,5%).
Il saldo commerciale evidenzia una debolezza strutturale nel segmento delle auto: il deficit raggiunge circa 1,7 miliardi di euro, a cui si aggiunge un passivo più contenuto di 43,4 milioni per i veicoli industriali. Il quadro conferma le difficoltà dell’industria automobilistica italiana nel competere sui mercati internazionali, in particolare nel comparto passenger cars.
Dal punto di vista geografico, l’import resta fortemente concentrato in Europa, da cui proviene l’88,7% del valore totale. Anche l’export mantiene una prevalenza europea (65,7%), ma con una diversificazione più marcata verso mercati extra Ue. Tra questi, gli Stati Uniti si confermano il principale sbocco (15,1%), seguiti da Giappone (5,8%) ed Emirati Arabi Uniti (1,9%).
Nel comparto della componentistica, il quadro appare più stabile ma comunque in rallentamento. L’import cresce del 3,0%, mentre l’export registra una lieve flessione dello 0,8%, riducendo il saldo positivo a circa 461,6 milioni di euro, in calo rispetto ai 520,9 milioni dell’anno precedente. Anche in questo caso, l’Europa domina gli scambi, rappresentando il 78,8% dell’import e l’84,6% dell’export.
Tra i partner commerciali, la Germania si conferma centrale per la filiera automotive italiana, con il 24,9% delle importazioni e il 20,2% delle esportazioni di componenti. Seguono Cina e Francia sul lato import, mentre Francia e Spagna completano il podio delle destinazioni dell’export.
