I dati diffusi da Istat mostrano infatti un deciso recupero del comparto, sostenuto soprattutto dalla produzione di autoveicoli.
Nel dettaglio, l’indice generale della produzione industriale registra un incremento dell’1,5% rispetto a marzo 2025 e una crescita dello 0,7% rispetto a febbraio 2026. Più dinamica la performance del settore automotive, che mette a segno un aumento del 14,8% su base annua e del 6% rispetto al mese precedente.
Anche il bilancio del primo trimestre evidenzia una distanza significativa tra l’andamento dell’industria italiana nel suo complesso e quello dell’automotive. Nei primi tre mesi del 2026, la produzione industriale cresce dello 0,5%, mentre il comparto automotive avanza del 13,6%.
A trainare la ripresa è soprattutto la produzione di autoveicoli (codice Ateco 29.1), che a marzo registra un balzo del 20,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel cumulato trimestrale la crescita raggiunge il 19,1%, confermando un recupero consistente dei volumi produttivi.
Resta invece in difficoltà il segmento delle carrozzerie e delle attività di ricerca e sviluppo (Ateco 29.2), che mostra una contrazione del 3,2% nel mese e del 5,3% nel trimestre. Un dato che segnala come alcune aree della filiera continuino a soffrire la debolezza degli investimenti e la trasformazione in atto del settore.
Positivo anche l’andamento della componentistica. La produzione di parti e accessori per autoveicoli (Ateco 29.3) cresce del 5,5% a marzo e del 6,3% nel cumulato trimestrale, indicando una progressiva normalizzazione della domanda lungo la supply chain.
Le rilevazioni di Anfia confermano il miglioramento del quadro produttivo. Nel solo mese di marzo sono state prodotte in Italia circa 34 mila autovetture, con un incremento del 14,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel primo trimestre il totale raggiunge quota 79.340 unità, in crescita del 18,4%.
Più contenuto ma comunque positivo l’andamento della produzione complessiva di autoveicoli: nei primi tre mesi dell’anno i volumi si attestano intorno a 144 mila unità, il 7,9% in più rispetto al 2025.
Il quadro che emerge è quello di un settore che sta recuperando capacità produttiva e domanda, pur mantenendo profonde differenze tra i diversi segmenti della filiera. La crescita delle immatricolazioni europee, la progressiva stabilizzazione delle catene di fornitura e il riassestamento della produzione dopo le criticità degli ultimi anni stanno contribuendo al rimbalzo del comparto. Rimangono però aperte le sfide legate alla transizione elettrica, alla competitività industriale e agli investimenti in innovazione, elementi che continueranno a determinare l’evoluzione del settore nei prossimi trimestri.
