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Automotive italiano, frenata nel commercio estero di veicoli

L’import di autoveicoli nuovi registra un calo del -2,0% rispetto allo stesso periodo del 2024. In dettaglio, le autovetture segnano un decremento del -2,1%, mentre i veicoli industriali calano dell’1,2%. L’export, invece, evidenzia una flessione più marcata, pari al -12,6%: i veicoli industriali esportati scendono del -15,3%, le autovetture del -11,4%. Il saldo commerciale è negativo per le autovetture (18,6 miliardi di euro) e positivo per i veicoli industriali (343,2 milioni di euro).

Per quanto riguarda i flussi geografici, l’import proviene prevalentemente dall’Europa (89,3% del valore totale), mentre l’export verso l’Europa rappresenta il 62,5% del totale. Tra i mercati extra-europei, gli Stati Uniti restano la prima destinazione (16,2%), seguiti da Giappone (5,5%) e Cina (1,7%).

Il settore della componentistica automotive evidenzia cali più contenuti: l’import diminuisce dell’1,5%, l’export dello 0,5%, con un saldo positivo di circa 6,8 miliardi di euro (era 6,6 miliardi nello stesso periodo del 2024). L’Europa resta il principale partner commerciale, con il 77,4% delle importazioni e l’80,4% delle esportazioni. Fuori dal continente europeo, l’Asia rappresenta il 17,1% delle importazioni, mentre il Nord America è la principale destinazione dell’export (7,8% del totale).

La Germania guida sia le importazioni sia le esportazioni di componentistica, rispettivamente con il 23,9% e il 20,5% del totale. Completano la Top 3 delle importazioni Cina e Francia, mentre per l’export seguono Francia e Spagna.

In sintesi, il mercato automotive italiano nel 2025 evidenzia un rallentamento nei flussi di veicoli, mentre la componente di ricambi mantiene un saldo commerciale positivo e stabile, confermando l’importanza dell’Italia come hub europeo per componentistica e produzione automobilistica.

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