È il messaggio lanciato da Adolfo Urso, in apertura del Tavolo Automotive convocato a Palazzo Piacentini con la partecipazione di Stellantis, delle imprese della filiera, delle Regioni, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.
Nel corso dell’incontro, Urso ha ribadito la necessità di accelerare il percorso di revisione delle politiche europee per il settore, chiedendo il pieno riconoscimento del principio di neutralità tecnologica e l’anticipazione dell’Industrial Accelerator Act, senza attendere il 2029 per l’introduzione dei requisiti Made in Europe e Low Carbon.
Il ministro ha ricordato il contributo dell’Italia al confronto europeo attraverso il documento presentato insieme alla Repubblica Ceca, che ha favorito il rinvio delle sanzioni sulle emissioni e l’anticipazione della revisione del regolamento europeo sulla Co₂.
Sul fronte delle politiche nazionali, Urso ha richiamato il nuovo Dpcm Automotive, che destina 1,35 miliardi di euro al settore nel periodo 2026-2030. Il piano concentra la maggior parte delle risorse sul rafforzamento della filiera industriale, attraverso Accordi per l’innovazione e Contratti di sviluppo con criteri di accesso calibrati anche sulle Pmi.
Il provvedimento prevede inoltre misure dedicate alla domanda, con incentivi per i veicoli commerciali, i veicoli di categoria L, gli interventi di retrofit, lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e l’introduzione del noleggio sociale a lungo termine per le famiglie a basso reddito.
Nel corso del tavolo è stato affrontato anche il piano industriale di Stellantis. Il ministro ha confermato che il Governo continuerà a monitorarne l’attuazione, con particolare attenzione agli investimenti previsti in nuove tecnologie, piattaforme produttive e nuovi modelli, nonché agli effetti sulla filiera della componentistica, sull’occupazione e sulla capacità produttiva degli stabilimenti italiani.

Banche più aperte a concedere credito ma le micro imprese restano indietro