Skip to content Skip to footer

Autonomia differenziata, Svimez: nella sanità rischio aumento dei divari senza adeguata perequazione

È quanto sostiene la Svimez nel corso dell’audizione davanti alla I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, impegnata nell’esame degli schemi di intesa per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni richiedenti.

Secondo l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, le competenze oggetto delle richieste regionali riguardano aspetti strategici per il funzionamento dei sistemi sanitari, tra cui la gestione delle risorse finanziarie, la programmazione degli investimenti e le politiche per il personale medico e sanitario. Per questo motivo, gli effetti delle intese non possono essere valutati esclusivamente dal punto di vista delle singole Regioni interessate, ma devono essere considerati in relazione all’intero assetto del Servizio sanitario nazionale.

La Svimez evidenzia come le bozze di intesa prevedano che le nuove funzioni siano esercitate utilizzando le risorse già disponibili a livello regionale e senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. In tale contesto, l’assenza di un sistema compiuto di federalismo fiscale e di efficaci strumenti di perequazione potrebbe favorire le Regioni caratterizzate da una maggiore capacità fiscale, consentendo loro di sostenere più facilmente investimenti e politiche sanitarie aggiuntive.

Secondo l’analisi dell’Associazione, questo scenario rischia di rafforzare ulteriormente la competitività dei sistemi sanitari delle aree economicamente più forti, aumentando la loro capacità di attrarre sia pazienti sia personale qualificato. Al contrario, le Regioni che già oggi presentano maggiori fragilità strutturali potrebbero subire una progressiva perdita di risorse umane e finanziarie, con ripercussioni sulla qualità e sulla quantità dei servizi erogati ai cittadini.

La Svimez richiama in particolare l’attenzione sul rischio di una crescente competizione tra sistemi sanitari regionali, che potrebbe tradursi in tempi di accesso alle cure differenti, livelli di assistenza non omogenei e una maggiore mobilità sanitaria verso le Regioni più attrattive.

L’intervento dell’Associazione riporta al centro del dibattito uno dei temi più delicati del percorso verso l’autonomia differenziata: la necessità di conciliare una maggiore responsabilizzazione delle Regioni con il principio costituzionale di uguaglianza nell’accesso ai servizi essenziali, a partire proprio dal diritto alla salute.

«La maggiore autonomia rischia di amplificare i divari territoriali nel diritto alla salute», sottolinea la Svimez, secondo cui ogni ulteriore trasferimento di competenze in ambito sanitario dovrebbe essere accompagnato da meccanismi efficaci di perequazione e da una valutazione preventiva degli effetti sull’equità e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...