Dal 2015 alla metà del 2025, la Commissione europea ha erogato circa 527 milioni di euro per progetti nel settore dei trasporti attraverso il Wbif, che si configura come un meccanismo di finanziamento misto: sovvenzioni europee utilizzate per attrarre e facilitare prestiti da parte delle principali istituzioni finanziarie internazionali.
Un ruolo chiave è svolto dal Western Balkans Investment Framework (Wbif), la piattaforma europea creata per sostenere la preparazione e il finanziamento di progetti strategici nei settori delle infrastrutture, tra cui quello dei trasporti. L’obiettivo è ridurre il gap infrastrutturale della regione e favorirne l’integrazione nella rete centrale transeuropea dei trasporti (Ten-T), con orizzonte fissato al 2030.
Il fondo è gestito in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, e si inserisce in un quadro più ampio di sostegno europeo allo sviluppo economico della regione.
Il programma Wbif non si limita ai trasporti, ma copre anche energia, ambiente e clima, settore privato, capitale umano e transizione digitale. Tuttavia, il comparto infrastrutturale resta centrale, in quanto condizione essenziale per migliorare la connettività con il mercato unico europeo.
Secondo le valutazioni della Corte dei conti europea, che ha analizzato l’efficacia del meccanismo tra il 2015 e il giugno 2025, il successo del programma dipenderà dalla capacità di accelerare la realizzazione concreta dei progetti, superando ritardi amministrativi, criticità nella governance e difficoltà di coordinamento tra i diversi attori coinvolti.
L’audit ha esaminato un campione di circa una dozzina di progetti in Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia, concentrandosi su tre aspetti principali: selezione dei progetti, supervisione dell’attuazione e monitoraggio dei risultati.
Secondo la Corte, il Wbif rappresenta uno strumento strategico per avvicinare i Balcani occidentali alla rete europea dei trasporti, ma la sfida principale resta la capacità di trasformare i finanziamenti in infrastrutture effettivamente operative entro le scadenze fissate dall’Unione europea.
Il tema è particolarmente rilevante alla luce dell’obiettivo Ue di completare la rete Ten-T entro il 2030, che richiede un’accelerazione significativa degli investimenti e una maggiore efficienza nell’esecuzione dei progetti infrastrutturali.
