Al centro dell’incontro, il rafforzamento della cooperazione internazionale per il contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata nei Balcani.
Nel suo intervento, Tripodi ha ribadito il forte sostegno del Governo italiano all’iniziativa, definendola “una piattaforma unica di dialogo e cooperazione su temi cruciali per la sicurezza internazionale”. Un impegno che si inserisce in una strategia più ampia volta a consolidare il ruolo dell’Italia nella stabilizzazione della regione balcanica.
Il contributo italiano si articola su più livelli. Sul piano bilaterale, attraverso il programma di diplomazia giuridica “Falcone-Borsellino” e la presenza di esperti per la sicurezza nelle ambasciate italiane, impegnati a supporto delle autorità locali. Sul piano multilaterale, l’Italia partecipa al programma europeo Eu4fast, finalizzato a rafforzare le capacità investigative dei Paesi dell’area, e all’iniziativa I-Can, promossa insieme a Interpol per il contrasto alla criminalità transnazionale.
Il Processo di Aqaba rappresenta un foro informale di alto livello avviato nel 2015 e presieduto da Abdullah II, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra i Paesi partecipanti e favorire lo scambio di informazioni e competenze su base regionale.
La riunione di Atene si inserisce nel solco dei precedenti appuntamenti del Processo, tra cui il vertice ospitato a Roma lo scorso 15 ottobre, co-presieduto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dallo stesso Re Abdullah II, dedicato al rafforzamento della cooperazione in Africa Occidentale.
