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Banche: nessun aumento del cuscinetto anticiclico che resta allo 0% nel secondo trimestre 2026

La Banca d’Italia ha deciso di lasciare invariato allo 0% il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (CCyB) anche per il secondo trimestre del 2026. Si tratta di uno strumento utilizzato per rafforzare la solidità delle banche nei momenti di eccessiva crescita del credito, ma che al momento non viene ritenuto necessario.

La decisione riflette l’attuale contesto economico e finanziario, giudicato complessivamente equilibrato. In particolare, il livello del credito rispetto al Pil resta inferiore alla sua tendenza di lungo periodo: nel quarto trimestre del 2025 questo divario (il cosiddetto credit-to-Gdp gap) è rimasto negativo, intorno ai sette punti percentuali. In altre parole, non si osservano segnali di eccessivo surriscaldamento del credito.

Allo stesso tempo, emergono alcuni segnali positivi. I prestiti al settore privato stanno gradualmente riprendendo e la qualità del credito resta elevata: i finanziamenti deteriorati sono su livelli storicamente bassi. Anche il mercato del lavoro contribuisce alla stabilità, con un tasso di disoccupazione vicino ai minimi storici.

Sul fronte immobiliare, invece, si registra un leggero aumento dei prezzi delle abitazioni (al netto dell’inflazione) e del loro scostamento rispetto alla media di lungo periodo. Un segnale da monitorare, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni.

Nel complesso la Banca d’Italia ritiene che non ci siano le condizioni per introdurre misure restrittive aggiuntive per il sistema bancario. L’obiettivo resta quello di sostenere l’economia senza creare rischi per la stabilità finanziaria.

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