Dopo oltre due anni di contrazione, il credito bancario alle imprese italiane torna a crescere. Tra giugno e settembre 2025, secondo l’Ufficio studi della Cgia, lo stock complessivo dei finanziamenti è aumentato di 5,5 miliardi di euro, raggiungendo i 647 miliardi totali,.
Nei primi sette mesi del 2025, i finanziamenti alle aziende con oltre 20 addetti sono aumentati dell’1,5% (+8,2 miliardi). Per le microimprese, invece, la variazione è negativa: -2,8% (-2,7 miliardi).
Un dato tutt’altro che marginale, considerando che le aziende sotto i 20 addetti rappresentano il 98% del tessuto produttivo nazionale e impiegano oltre la metà dei lavoratori privati.
Negli ultimi anni le banche hanno progressivamente ridotto l’esposizione verso le realtà più piccole, considerate più rischiose e onerose da gestire. Le fusioni e gli accorpamenti del settore bancario hanno inoltre allontanato molti istituti dai territori, riducendo il supporto al credito locale.
Il nuovo slancio del credito è legato anche al calo delle sofferenze bancarie e alla riduzione dei tassi d’interesse decisa dalla Banca Centrale Europea. Un contesto più stabile che sta spingendo gli istituti a tornare a finanziare il sistema produttivo, dopo anni di prudenza e selettività.
La riapertura dei flussi creditizi segna un passo avanti per l’economia, ma resta aperta la sfida più cruciale: garantire accesso alla liquidità alle micro e piccole imprese.

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