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Bce taglia i tassi di interesse di un altro 0,25 per cento

Tassi variabili presto più economici di quelli fissi . Con la riduzione del tassi di interesse del 17 aprile, la Bce taglia per la terza volta in quattro mesi, il costo del denaro di altri 25 punti base

Il taglio potrebbe non essere l’ultimo del 2025.

Facile.it e Mutui.it hanno stimato che, con questo tipo di intervento, la rata di un finanziamento variabile standard dovrebbe diminuire di circa 17 euro, passando dagli attuali 640 euro a 623 euro.

Guardando al mercato dei mutui, l’effetto ad oggi più evidente innescato dalle politiche trumpiane si è visto sui tassi fissi. 

Ad inizio aprile, l’introduzione dei dazi reciproci – sospesi poi per 90 giorni – ha fatto crollare le borse mondiali scatenando un effetto a catena che ha contagiato il mercato obbligazionario americano il quale, complice la vendita in massa di treasury da parte della Cina, ha visto schizzare i propri rendimenti. 

L’aumento dei rendimenti dei titoli obbligazionari americani ha trainato anche quelli dei titoli europei, a cui è agganciato l’Irs, il tasso di riferimento dei mutui fissi, e questo ha comportato in alcuni casi un lieve aumento anche dei tassi finali proposti alla clientela. 

Il gap tra tasso fisso e tasso variabile si riduce sempre di più

Chi è oggi alle prese con la richiesta di un mutuo, quale tasso dovrebbe scegliere? Il fisso, dati alla mano, è, seppur di poco, ancora il più conveniente; guardando alle migliori offerte disponibili online, gli indici partono da un Tan del 2,76% corrispondente ad una rata di 582 euro, mentre i variabili partono da 2,97% ed una rata di 596 euro.

Presto, però, le cose potrebbero cambiare: l’Euribor è sceso al di sotto dell’Irs, pertanto, non appena le banche decideranno di ridurre gli spread applicati ai finanziamenti variabili, questo tipo di offerta tornerà ad essere competitiva.

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