Skip to content Skip to footer

Bce, tassi fermi. Cresce l’incertezza, pesa il conflitto in Medio Oriente

Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento, confermando un orientamento prudente in un contesto globale segnato da nuove tensioni geopolitiche.

L’obiettivo resta quello di assicurare che l’inflazione si stabilizzi al 2% nel medio termine, ma il quadro appare oggi più incerto.

A incidere sulle prospettive è soprattutto la guerra in Medio Oriente, che introduce rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Il conflitto, secondo Francoforte, avrà effetti immediati attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia, con impatti che potrebbero estendersi nel tempo a seconda della durata e dell’intensità delle tensioni.

Nonostante il peggioramento dello scenario, la Bce sottolinea di trovarsi in una posizione relativamente solida: l’inflazione è vicina all’obiettivo, le aspettative restano ancorate e l’economia ha mostrato una buona tenuta negli ultimi trimestri. Tuttavia, l’evoluzione del quadro macroeconomico sarà valutata con attenzione attraverso un approccio “guidato dai dati”.

Le nuove proiezioni indicano un’inflazione media al 2,6% nel 2026, al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, valori rivisti al rialzo rispetto alle stime precedenti proprio per effetto del rincaro dell’energia. Anche l’inflazione di fondo – al netto di energia e alimentari – mostra una dinamica più sostenuta, riflettendo gli effetti indiretti dello shock energetico.

Sul fronte della crescita economica, gli esperti della Banca Centrale Europea prevedono un ritmo moderato: 0,9% nel 2026, 1,3% nel 2027 e 1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso legata all’impatto globale del conflitto su materie prime, redditi reali e fiducia. A sostenere l’attività economica restano tuttavia il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci privati e la spesa pubblica in difesa e infrastrutture.

I tassi di interesse restano invariati: 2,00% sui depositi, 2,15% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% su quelle marginali. Prosegue inoltre la riduzione dei portafogli del Paa e del Pepp, senza reinvestimento dei titoli in scadenza.

Nel complesso, la strategia della Bce resta improntata alla flessibilità. Il Consiglio direttivo si riserva di adeguare tutti gli strumenti disponibili per garantire la stabilità dei prezzi e preservare la trasmissione della politica monetaria nell’area euro.

A illustrare nel dettaglio le decisioni, la Presidente della Bce, Christine Lagarde.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...