Crescono le sinergie con la Capogruppo Mediocredito Centrale. Completata la prima fase di rilancio di BdM (ex Popolare di Bari) con il ritorno in utile pari a 9,87 vs una perdita di 45,34 milioni di euro dell’anno precedente, crescono la raccolta totale +8,9% e gli impieghi alla clientela +5% a testimonianza della rinnovata fiducia della clientela, cresce il sostegno al territorio: +36% le erogazioni di finanziamenti a medio-lungo termine alle famiglie e alle piccole/medie imprese,
Avviata la distribuzione dei prodotti Mcc Factor dedicati alle piccole e medie imprese del sud
Il Consiglio di Amministrazione di BdM Banca ha approvato i risultati dell’esercizio 2023 che chiude, a tre anni dall’acquisizione da parte di Mediocredito Centrale, con un ritorno all’utile netto, pari a 9,87 milioni di euro a conferma dell’inversione di tendenza già emersa nei precedenti trimestri del 2023, del ritorno alla redditività e alla crescita (+36%) dei finanziamenti a medio-lungo termine a famiglie e piccole/medie imprese a sostegno dell’economia reale del Mezzogiorno.
L’esercizio 2023 chiude con un utile netto di 9,87 milioni di euro (5,62 milioni di euro ante imposte), in forte controtendenza rispetto alla perdita di 45,34 milioni di euro dell’esercizio precedente, pur registrando ancora 10,2 milioni di euro di ulteriori accantonamenti netti a Fondi rischi e oneri connessi in gran parte alla legacy della precedente gestione.
Crescita del margine di interesse (+34,0%), pari a 197,21 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (147,13 milioni di euro a fine esercizio precedente), anche grazie ai maggiori impieghi netti verso la clientela per circa 263 milioni di euro.
Margine di intermediazione +20,3% rispetto al 31 dicembre 2022: 300,30 milioni di euro (249,58 milioni di euro al 31 dicembre 2022). Riduzione del cost/income (Spese amministrative/Margine di intermediazione) dall’85,8% del 31 dicembre 2022 al 79,2% del 31 dicembre 2023. Gli Impieghi netti verso la clientela, pari a 5.570,4 milioni di euro, crescono del 5% rispetto al 31 dicembre 2022 (5.307 milioni di euro) grazie alla contribuzione delle nuove erogazioni di finanziamenti a medio lungo termine a famiglie e piccole/medie imprese (+36% pari a circa 629 milioni di euro di erogazioni rispetto ai 463 milioni di euro del 31 dicembre 2022). Raccolta totale +8,9%: Raccolta diretta +9,1% pari a 6.976,07 milioni di euro rispetto ai 6.393 milioni del 31 dicembre 2022, Raccolta indiretta +8,6% pari a 3.988,3 milioni di euro rispetto ai 3.673,6 milioni del 31 dicembre 2022. Innalzato il presidio sul rischio di credito, con un grado di copertura dei crediti deteriorati al 51,6% (50,5% al 31 dicembre 2022). Flessione dell’Npl ratio lordo e netto, pari, rispettivamente, al 9,0% (9,9% a fine 2022) e al 4,6% (5,2% a fine 2022), e dell’incidenza dei crediti verso clientela in Stage 2 che passa dal 12,9% di fine 2022 al 10,1% al 31 dicembre 2023. Solida posizione di liquidità con Lcr al 173,8% (157,3% al 31 dicembre 2022) ed Nsfr > 100%. Crescita dei coefficienti di solidità patrimoniale: Cet1/Tier1 ratio al 10,96% (rispetto al 9,65% fully phased al 31 dicembre 2022) e Total Capital ratio al 12,77% (rispetto al 9,90% fully phased al 31 dicembre 2022) che recepiscono il computo dell’utile netto di esercizio nel capitale primario di classe 1 (Cet1).
A seguito della modifica della denominazione in BdM Banca e in linea con l’obiettivo di cambiamento e rilancio, sono stati presentati i nuovi loghi di BdM Banca e del Gruppo Mediocredito Centrale.
In particolare, il risultato economico evidenzia:
- a) un margine di intermediazione pari a 300,30 milioni di euro (249,58 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +20,3%), pressoché determinato dalla crescita del margine di interesse (da 147,13 milioni di euro a 197,21 milioni di euro al 31 dicembre 2023, +34,0%) e dalla sostanziale tenuta delle commissioni nette (pari a 100,46 milioni di euro vs 105,60 milioni di euro al 31 dicembre 2022, -4,9%);
- b) rettifiche di valore nette per rischio di credito, pari a 44,81 milioni di euro (45,49 milioni di euro al 31 dicembre 2022);
- c) costi operativi per complessivi 250,07 milioni di euro (260,85 milioni di euro al 31 dicembre 2022), che comprendono:
o spese per il personale pari a 148,60 milioni di euro (127,01 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +17,0%) su cui hanno inciso, tra gli altri, i maggiori oneri attuariali per circa 13 milioni, l’adeguamento al nuovo contratto nazionale e gli ulteriori accordi raggiunti con le organizzazioni sindacali;
o altre spese amministrative pari a 89,35 milioni di euro (87,14 milioni di euro al 31 dicembre 2022, +2,5%);
o altri accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri pari a 10,23 milioni di euro (43,54 milioni di euro al 31 dicembre 2022, -76,5%).
Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli ammonta a 2.346,3 milioni di euro, rispetto al dato del 31 dicembre 2022 pari a 2.527,8 milioni di euro, ed è costituito, prevalentemente, da titoli governativi italiani classificati nel portafoglio Fvoci.
Gli impieghi netti a clientela (non considerando i titoli di debito) passano da 5.307 milioni di euro di fine 2022 a 5.570,4 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (+5%), grazie all’attività commerciale svolta nell’esercizio che ha prodotto, tra l’altro, un aumento del 36% dei finanziamenti a medio lungo termine erogati a famiglie e piccole/medie imprese (circa 629 milioni di euro di erogazioni rispetto ai 463 milioni di euro del 31 dicembre 2022).
I crediti verso clientela in bonis netti sono pari a 5.313,6 milioni di euro rispetto a 5.029,9 milioni di euro al 31 dicembre 2022; in tale aggregato, l’incidenza dei crediti in Stage 2 si riduce dal 12,9% di dicembre 2022 al 10,1% di fine 2023.
Il portafoglio crediti deteriorati verso clientela presenta un valore contabile netto di 256,79 milioni di euro (277,08 milioni di euro a fine 2022), con un grado di copertura dei fondi rettificativi in crescita al 51,6% (50,5% al 31 dicembre 2022). Ad esito delle azioni di derisking condotte nel quarto trimestre del 2023, l’Npl ratio lordo e l’Npl ratio netto registrano una flessione rispetto all’esercizio precedente, attestandosi, rispettivamente, al 9,0% (9,9% al 31 dicembre 2022) e al 4,6% (5,2% al 31 dicembre 2022).
In crescita la raccolta: raccolta diretta +9,1% (6.976,1 milioni di euro al 31 dicembre 2023 vs 6.393 milioni di euro al 31 dicembre 2022) e raccolta indiretta +8,6% (3.988,3 milioni di euro al 31 dicembre 2023 vs 3.673,6 milioni al 31 dicembre 2022).
La raccolta da banche è pari a 1.434,7 milioni di euro, rispetto ai 3.070 milioni di euro al 31 dicembre 2022, con una decrescita dovuta, in gran parte, alla componente da banche centrali avendo la Banca ridotto l’esposizione al Tltro-Iii di circa 1.690,9 milioni nel corso del 2023.
Solida la posizione di liquidità, con gli indicatori Lcr al 173,8% (157,3% al 31 dicembre 2022) ed Nsfr >100%.
In crescita i coefficienti di solidità patrimoniale: Cet1/Tier1 ratio, pari al 10,96% (9,65% fully phased al 31 dicembre 2022), e Total Capital ratio pari al 12,77% (9,90% fully phased al 31 dicembre 2022) che recepiscono il computo dell’utile netto di esercizio nel capitale primario di classe 1.
