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Biogas, mercato globale si prepara a raddoppiare entro il 2034: crescita del 105%

Secondo le stime di Fortune Business Insights, il valore del settore passerà dai 56,1 miliardi di dollari previsti nel 2026 a 114,8 miliardi di dollari entro il 2034, con una crescita complessiva del 105%.

A sostenere l’espansione del comparto sono la crescente attenzione verso la sicurezza energetica, gli investimenti nell’economia circolare e la necessità di valorizzare gli scarti organici attraverso modelli produttivi sostenibili. Il biogas, ottenuto dalla digestione anaerobica di residui agricoli, reflui zootecnici, rifiuti organici urbani e fanghi di depurazione, si sta infatti affermando come una delle tecnologie più mature per la produzione di energia rinnovabile e il recupero delle risorse.

L’Europa si conferma leader mondiale del settore, con una quota pari al 71,25% del mercato globale nel 2025 e un valore stimato di 37,2 miliardi di dollari. Il primato europeo è sostenuto da politiche energetiche consolidate, dagli obiettivi fissati dal piano RePowerEu e da una filiera del biometano ormai sviluppata. La Germania mantiene il ruolo di principale produttore mondiale grazie a oltre 10.000 impianti attivi e a un mercato del valore di 7,57 miliardi di dollari, mentre il Regno Unito continua a crescere sostenuto dagli incentivi del programma Green Gas Support Scheme.

In questo contesto, anche l’Italia presenta un potenziale significativo grazie alla consistenza del comparto agro-zootecnico. La disponibilità di reflui e sottoprodotti agricoli rappresenta infatti una risorsa ancora ampiamente sfruttabile per incrementare la produzione di energia rinnovabile e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

A trainare il mercato è soprattutto il segmento degli scarti organici, che nel 2025 rappresentava il 77% del valore globale. Residui agricoli, letame animale, eccedenze alimentari e rifiuti urbani garantiscono infatti una disponibilità costante di materie prime per gli impianti di digestione anaerobica, favorendo modelli di sviluppo basati sul recupero e sulla valorizzazione delle risorse.

Tra gli operatori attivi nel settore figura Regardia, gruppo specializzato nella circular economy e nel recupero degli scarti organici. L’azienda sviluppa un modello industriale che integra la valorizzazione di reflui zootecnici, sottoprodotti agroalimentari ed eccedenze produttive con la generazione di energia rinnovabile e fertilizzanti naturali.

Dal punto di vista delle applicazioni, la produzione di energia elettrica rappresenta attualmente il principale sbocco del settore, con oltre il 55% del mercato globale. Le prospettive di crescita più interessanti riguardano tuttavia il biometano per i trasporti, considerato una delle soluzioni più efficaci per ridurre le emissioni nei settori della mobilità pesante e della logistica.

Secondo gli operatori del comparto, il potenziale di sviluppo del biogas nei prossimi anni dipenderà dalla capacità delle aziende di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza economica e integrazione con i territori. In Europa, dove infrastrutture, incentivi e normative risultano già consolidati, il settore appare destinato a svolgere un ruolo sempre più rilevante nella strategia di decarbonizzazione e nella costruzione di un sistema energetico più resiliente e circolare.

«Il biogas rappresenta una delle risposte più concrete alla doppia sfida della decarbonizzazione e dell’indipendenza energetica», afferma Paolo Fabbricatore, Group Ceo di Regardia. «Gli allevamenti italiani producono ogni anno grandi quantità di reflui organici che, attraverso processi di digestione anaerobica, possono essere trasformati in energia e fertilizzanti organici».

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