Nel primo trimestre dell’anno il Pil del Brasile è cresciuto dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, segnando il diciannovesimo trimestre consecutivo di espansione iniziato nel terzo trimestre del 2021.
A trainare il risultato sono stati soprattutto gli eccezionali raccolti agricoli, in particolare nel comparto dei cereali, e la forte crescita degli investimenti, sostenuti dal settore delle costruzioni. Tuttavia, gli analisti ritengono che il contributo dell’agricoltura possa ridursi nei prossimi mesi a causa della stagionalità e dei possibili effetti climatici legati al fenomeno El Niño.
Sul fronte dei prezzi, continuano invece le pressioni inflazionistiche. A maggio l’inflazione mensile ha registrato un incremento dello 0,62%, mentre il tasso annuale si è attestato al 4,64%, superando il limite superiore dell’obiettivo fissato dalla banca centrale brasiliana. Gli aumenti più significativi hanno riguardato alimentari e bevande, abitazioni e salute e igiene personale. Alla luce di questi sviluppi, il governo ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, stimando un’inflazione del 4,5% a fine 2026 rispetto al precedente 3,7%.
Il mercato del lavoro continua invece a rappresentare uno dei punti di forza dell’economia. Nel trimestre mobile concluso ad aprile il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%, rispetto al 6,2% registrato nel periodo terminato a marzo, raggiungendo il livello più basso mai rilevato per questo periodo dell’anno nella serie storica nazionale.
Accanto ai progressi occupazionali, emergono però segnali contrastanti sul piano sociale. L’indice di Gini, utilizzato per misurare la distribuzione del reddito, è salito nel 2025 a 0,511 rispetto allo 0,504 dell’anno precedente, interrompendo la tendenza al miglioramento osservata dal 2019. Sebbene l’aumento sia contenuto, il dato evidenzia un rallentamento del percorso di riduzione delle disuguaglianze.
Più positivo il quadro relativo allo sviluppo umano. L’Indice di Sviluppo Umano (Hdi) ha raggiunto nel 2024 quota 0,805, superando per la prima volta la soglia di 0,80 che le Nazioni Unite classificano come livello “molto alto”. Il miglioramento riflette soprattutto i progressi compiuti nel settore dell’istruzione e nella riduzione dell’abbandono scolastico.
Sul fronte della politica economica, secondo uno studio di Btg Pactual, nel corso del 2025 il governo brasiliano ha immesso nell’economia oltre 140 miliardi di reais attraverso misure di sostegno fiscale, investimenti pubblici e incentivi ai consumi. Tra gli interventi figurano agevolazioni fiscali per i redditi più bassi, aiuti ai trasportatori e sussidi energetici.
Importanti novità arrivano anche dal mercato del lavoro. Il 27 maggio la Camera dei Deputati ha approvato una proposta di modifica costituzionale che prevede l’abolizione della settimana lavorativa di sei giorni e la riduzione dell’orario settimanale da 44 a 40 ore. Il provvedimento, approvato con una larga maggioranza, dovrà ora essere esaminato dal Senato.
Non mancano tuttavia elementi di preoccupazione sul versante produttivo. Il settore dei servizi, che rappresenta circa il 70% del Pil del Brasile, ha registrato a marzo una contrazione dell’1,2% rispetto al mese precedente, segnando il quinto calo consecutivo. Tra novembre 2025 e marzo 2026 la flessione cumulata ha raggiunto l’1,7%, alimentando dubbi sulla tenuta della domanda interna nella seconda parte dell’anno.
