Il quadro economico del Brasile mostra segnali contrastanti: da un lato la tenuta delle entrate fiscali e la crescita dei consumi sostenuti dagli interventi governativi, dall’altro l’aumento dell’inflazione, il rallentamento del mercato del lavoro e nuove tensioni politiche che complicano il contesto macroeconomico in vista delle elezioni presidenziali di ottobre.
Il Banco Central do Brasil ha deciso, al termine della riunione del Copom del 29 aprile 2026, una nuova riduzione dello 0,25% del tasso Selic, portandolo al 14,50% annuo. Si tratta del secondo taglio consecutivo, ma l’accelerazione dell’inflazione potrebbe rallentare ulteriori interventi espansivi nei prossimi mesi.
Nel mese di aprile l’inflazione ha registrato infatti un aumento dello 0,89% rispetto a marzo, con un dato annuale salito al 4,37%. A pesare sono soprattutto l’aumento dei prezzi dei carburanti, legato alla crisi in Medio Oriente, e il rincaro dei beni alimentari. La rivalutazione del real non è stata sufficiente a contenere il costo delle importazioni, aumentando le difficoltà del Banco Central nel proseguire il ciclo di riduzione dei tassi.
Prosegue intanto il deterioramento del mercato del lavoro. Nel trimestre mobile concluso a marzo 2026, il tasso di disoccupazione è salito al 6,1%, in aumento rispetto al minimo storico del 5,6% registrato a gennaio. Parallelamente, il salario medio mensile è cresciuto da 3.679 a 3.722 reais, elemento che continua a sostenere i consumi interni ma che potrebbe alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche.
Sul fronte fiscale, il governo guidato dal Presidente Luiz Inácio Lula da Silva registra risultati positivi. Le entrate tributarie di marzo hanno raggiunto i 229 miliardi di reais, con una crescita del 5% rispetto allo stesso mese del 2025. Secondo la Receita Federal, il risultato è stato favorito dall’aumento della massa salariale e dai maggiori contributi delle imprese aderenti al regime agevolato “Simples Nacional”.
Per sostenere i consumi e ridurre l’indebitamento delle famiglie, l’esecutivo ha inoltre approvato il programma “Novo Desenrola Nacional”, destinato alla rinegoziazione dei debiti legati a carte di credito, prestiti personali e scoperti bancari con tassi massimi dell’1,99% mensile. Il governo stima uno sconto medio del 65% sui debiti rinegoziati, con l’obiettivo di rilanciare la domanda interna.
