Il Banco Central do Brasil mantiene una linea prudente di fronte a un quadro macroeconomico in progressivo riequilibrio: nella riunione del Comitato di Politica Monetaria (Copom) conclusa il 10 dicembre 2025, l’istituto ha deciso all’unanimità di lasciare invariato il tasso Selic al 15% annuo, segnando la quarta pausa consecutiva dopo sette rialzi. Secondo le aspettative di mercato (survey Focus), i tassi resteranno su livelli elevati nel breve periodo, con un possibile allentamento solo nel corso del 2026, a condizione che il percorso di rientro dell’inflazione si consolidi. Sul fronte dell’attività economica, il Brasile mostra segnali di crescita moderata: il Pil reale nel terzo trimestre del 2025 ha registrato un incremento marginale (+0,1% trimestrale), confermando un rallentamento rispetto alla prima parte dell’anno.
Le proiezioni macroeconomiche indicano comunque una crescita del 2,2% nel 2025, seguita da un’espansione più contenuta nel 2026 (1,7–1,8%). L’inflazione prosegue la fase di decelerazione: a novembre 2025 il tasso annuo è sceso al 4,46%, dal 4,68% di ottobre, avvicinandosi al limite superiore del target della banca centrale; le stime collocano il dato di fine 2025 intorno al 4,4%, con un’ulteriore discesa attesa nel 2026 (3,8–4,2%). Migliora anche il mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione nel trimestre mobile fino a novembre in calo al 5,2%, il livello più basso della serie storica. Sullo scenario esterno, però, emergono nuove criticità: a fine dicembre 2025 la Cina ha notificato all’Omc l’apertura di una procedura di consultazione sulle importazioni di carne bovina, ritenute dannose per l’industria locale. Il Brasile, che rappresenta oltre il 50% delle esportazioni verso Pechino nel biennio 2024-2025, non figura tra i paesi potenzialmente esenti da misure di salvaguardia, aumentando il rischio di barriere commerciali o dazi. Secondo una stima della Farsul, il comparto agropecuario brasiliano potrebbe subire una contrazione dell’1,1% nel 2026, dopo la forte performance del 2025, con possibili ripercussioni su produzione, occupazione rurale e bilancia commerciale nel medio termine.
